La vitamina E, antiossidante importante.

La vitamina E , antiossidante importante.

La vitamina E o tocoferolo previene le reazioni di ossidazione dei lipidi polinsaturi e agisce come antiossidante biologico.
In particolare nel corpo umano il tocoferolo è il principale antiossidante liposolubile ad esercitare un effetto protettivo nei confronti degli stress ossidativi. Svolge in questo senso un’azione simile a quella della vitamina C.

Struttura Chimica

I TOCOFEROLI e i TOCOTRIENOLI appartengono al gruppo di composti denominati vitamina E. Queste due sostanze (chiamate vitameri) sono importanti antiossidanti non solo in vivo ma anche negli alimenti: migliorano infatti la stabilità di conservazione e di lavorazione di molti materiali contenenti grassi e vengono aggiunti come antiossidanti durante la lavorazione dei prodotti alimentari.

In natura esistono otto composti strettamente affini tra loro dal punto di vista chimico, quattro tocoferoli e quattro tocotrienoli, che differiscono per il numero e per la posizione dei metili sostituiti.

L’α-tocoferolo è quello che possiede la massima attività biologica e ad esso ci si riferisce per valutare l’attività degli altri tocoferoli β-, γ-, d-tocoferolo ecc. Dal punto di vista strutturale i tocoferoli si possono considerare derivati del cromano o meglio del tocolo (6-idrossi-cromano), avente in posizione 2 un gruppo metilico e una catena laterale alifatica a 16 atomi di carbonio (fitolo).

Assorbimento del tocoferolo

L’assorbimento del tocoferolo avviene prevalentemente nella parte mediale dell’intestino tenue per diffusione passiva.
Come tutte le vitamine liposolubili anche l’assorbimento del tocoferolo necessita un’adeguata emulsione e solubilizzazione micellare. Le forme esterificate vengono idrolizzate probabilmente da un’esterasi della mucosa duodenale e la forma alcolica così ottenuta viene assorbita.

L’assorbimento del tocoferolo può dunque avvenire soltanto in presenza di sali biliari e grassi. L’efficienza di assorbimento è bassa e variabile (20÷60%) e diminuisce all’aumentare dell’apporto.

Una volta assorbita la vitamina E passa nella circolazione linfatica associata ai chilomicroni (45%); si concentra poi nei chilomicroni remnants che la rilasciano al fegato (principale organo di deposito). All’interno degli epatociti viene incorporata nelle VLDL (11%) nascenti, dalle quali passa poi alle LDL (65%) e HDL (24%).
Il trasporto dei tocoferoli mediante le lipoproteine ha diverse implicazioni: gli acidi grassi polinsaturi sono protetti dall’attacco dei radicali liberi;
La concentrazione plasmatica di tocoferoli dipende non solo dall’apporto alimentare ma varia anche in funzione della concentrazione di lipoproteine.

Il tocoferolo è presente anche negli eritrociti (globuli rossi) dove si concentra specialmente nelle membrane (15÷25% della concentrazione plasmatica).

Le lipoproteine effettuano il trasporto dei tocoferoli ai diversi tessuti, tra cui fegato, polmoni, cuore, muscoli e tessuto adiposo.
I meccanismi di trasferimento della vitamina dalle lipoproteine ai tessuti si pensa siano gli stessi utilizzati per il trasferimento dei lipidi.
Il tessuto adiposo differisce dagli altri tessuti per assumere in continuazione tocoferoli dal sangue, sembra che negli obesi il tessuto adiposo richiami tocoferoli dagli altri tessuti. Durante l’esercizio fisico intenso si verifica un significativo incremento dei livelli circolanti di tocoferolo (10÷20%), probabilmente per mobilizzazione dal tessuto adiposo durante la lipolisi.
Una volta nelle cellule i tocoferoli si concentrano specialmente nelle strutture che contengono fosfolipidi di membrana, come mitocondri, microsomi e membrane plasmatiche

Funzioni del tocoferolo

 Tocoferolo e diabete

La vitamina E inibisce gli stress ossidativi coinvolti nell’invecchiamento, nella patogenesi e nelle complicazioni del diabete (cataratta e problemi cardiovascolari).

Tocoferolo e malattia coronarica

Il tocoferolo può esercitare effetti protettivi nei confronti della malattia coronarica. Secondo l’ipotesi antiossidante, l’inibizione dell’ossidazione LDL è il principale meccanismo mediante il quale la vitamina E svolge questa azione protettiva.

Tocoferolo e cancro

I vitameri E possono proteggere dalla carcinogenesi e dalla crescita tumorale, attraverso proprietà antiossidanti e/o funzioni immunomodulatorie: eliminazone di mutageni, radicali superossido e/o diossido di azoto, inibizione della perossidazione del DNA e delle proteine, induzione dell’apoptosi mediante inibizione della sintesi del DNA nelle cellule tumorali.

Attività antiossidante negli alimenti

I tocoferoli e i tocotrienoli possono essere aggiunti agli alimenti per la stabilizzazione degli acidi grassi polinsaturi. L’aggiunta di tocoferoli in forma di miscele è un modo efficace per migliorare la stabilità ossidativa degli oli, perché nelle miscele, essi si proteggono e si rigenerano l’un l’altro.

Spesso i tocoferoli e i tocotrienoli sono aggiunti mescolati con altri composti come l’acido ascorbico o agenti chelanti che migliorano l’effetto dei tocoferoli come antiossidanti naturali.

Vitamina E nei cosmetici ad azione anti-aging 

Carenza

Situazioni di carenza di tocoferoli nell’uomo in condizioni normali sono rarissime. È molto difficile indurre un deficit di vitamina E nell’adulto, sia per la diffusione negli alimenti, che per le riserve nell’organismo. È stata osservata una deficienza primitiva e spontanea solo nei neonati prematuri, dovuta a scarse riserve tessutali conseguenti al modesto passaggio trans-placentare di tocoferolo; la carenza può essere anche conseguenza dell’uso di latte artificiale ricco di PUFA (acidi grassi polinsaturi).
La carenza di tocoferoli può provocare la comparsa di una sindrome neurodegenerativa che comprende una neuropatia periferica associata a miopatia necrotizzante, atassia cerebrale con oftalmoplegia e retinopatia pigmentata.

Integrazione e tossicità dei tocoferoli

Poiché le diete generalmente presentano una abbondanza di vitameri E, la carenza di vitamina E è rara nell’uomo e limitata alle persone malnutrite, ai pazienti con malassorbimento dei grassi e a quelli con difetti  nella proteina epatica legante il tocoferolo.
A certi gruppi di soggetti a rischio di stress ossidativi (es. fumatori, pazienti diabetici, atleti) è comunque consigliata l’assunzione di integratori ad azione antiossidante.

I tocoferoli e tocotrienoli utilizzati come integratori sono ottenuti per estrazione da fonti naturali o mediante sintesi chimica.

I prodotti naturali e sintetici agiscono in maniera analoga come potenziali antiossidanti, ma i primi hanno l’attività di vitamina E maggiore dei secondi

STRAZIONE DA FONTI NATURALI

Le principali sorgenti naturali di tocoferoli e tocotrienoli sono i distillati ottenuti dal processamento di olio commestibile (olio di soia, mais, girasole, colza, palma). Si sta ampliando l’utilizzo di crusca di riso, fibra di grano e altri sottoprodotti.

SINTESI CHIMICA

Si forma una miscela racemica di otto stereoisomeri. Con le nuove tecnologie, come l’utilizzo di forti catalizzatori solidi, si ottengono grandi quantità di prodotto ed elevata selettività.I fini di un eventuale integrazione di tocoferolo sono:

Vitaminizzazione → rende gli alimenti che normalmente non contengono vitamine portatori di vitamine.
Ricostruzione → per compensare la perdita di vitamine durante il trattamento del cibo.
Fortificazione → per garantire adeguate vitamine.
Standardizzazione → la fortificazione di un prodotto nei confronti di uno standard all’interno della sua classe.

TOSSICITÀ

I tocoferoli sono scarsamente tossici rispetto alle altre vitamine liposolubili.
Poiché la vitamina E viene utilizzata come integratore per prevenire processi patologici nei quali sono implicati i radicali liberi ne è stata testata la sicurezza d’uso e si è visto che solo oltre i 2.000 mg/die in alcuni individui insorgono disturbi soprattutto a livello intestinale.
A dosi elevate il tocoferolo può interferire con l’attività di altre vitamine liposolubili probabilmente limitandone l’assorbimento; si è visto che animali con ipervitaminosi presentano inadeguata mineralizzazione, ridotto deposito di retinolo (vitamina A) e coagulopatie, che regrediscono dopo somministrazione di calciferolo, retinolo e vitamina K.

 Alimenti apportatori di tocoferoli

I tocoferoli sono contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. I cibi più ricchi sono: gli oli (olio di germe di grano), alcuni ortaggi, le cariossidi dei cereali e i semi in genere.
Nelle piante superiori la quantità totale di tocoferoli e tocotrienoli è massima nelle foglie mature e in altri tessuti esposti alla luce. E’ invece minima nelle radici e nei tessuti cresciuti in presenza di scarsa luminosità.
Nel frumento, come negli altri cereali (orzo, avena, mais, riso) i tocoferoli sono concentrati nel germe, e i tocotrienoli nella crusca e nell’endosperma.

Il contenuto di tocoferoli e tocotrienoli dipende dalle condizioni geografiche e climatiche, dalla maturità del seme durante il raccolto e dalla varietà della pianta. La temperatura è il fattore ambientale più efficace nel controllare il contenuto di tocoferoli e tocotrienoli.
Il contenuto e la composizione di tocoferoli e tocotrienoli può essere modificata dalle tradizionali o moderne tecniche di riproduzione delle piante. I processi di raffinazione degli oli di semi determinano perdite a volte anche considerevoli di vitamina.
La cottura provoca una deplezione del contenuto vitaminico soprattutto nelle fritture e cottura al forno.

La conservazione soprattutto in presenza di acidi grassi polinsaturi comporta perdite graduali di tocoferoli, più è bassa la temperatura di conservazione minore è la perdita.

 

Alimento Vitamina E [mg/100g]
Olio, germe di grano 133
Olio, girasole 68
Olio, mais 34.5
Olio, palma 33.1
Mandorle, dolci, secche 26.
Olio, extravergine d’oliva 22.4
Olio, fegato di merluzzo 19.8
Olio, arachide 19.1
Olio, oliva 18.5
Germe di frumento 16.0
Nocciole, secche 15.0
Margarina, 1% vegetale 12.4
Avocado 6.4
Noci, secche 4.
Pistacchi 4.
Noci pecan 3.
Burro 2.4
Crusca di frumento 1.6
Anacardi 1.
Olio, cocco 0.9
Anguilla, d’allevamento, filetti 0.82
Riso, integrale, crudo 0.7
Pecorino 0.7
Parmigiano 0.68
Fontina 0.62
Taleggio 0.62
Grana 0.55
Gorgonzola 0.52
Provolone 0.52
Mais, dolce, in scatola, sgocciolato 0.5
Riso, parboiled, crudo 0.5
Semola 0.5
Caciotta toscana 0.49
Scamorza 0.48
Crescenza 0.45
Caciocavallo 0.43
Farina, frumento integrale 0.4
Mozzarella, di vacca 0.39
Caciottina, vaccina 0.34
Mozzarella, di bufala 0.24
Caciottina, fresca 0.22
Ricotta, vacca 0.21
Yogurt, da latte, intero 0.08
Latte, vacca, pastorizzato, intero 0.07
Latte, vacca, UHT, intero 0.07
Yogurt, da latte, parzialmente scremato 0.06
Latte, vacca, pastorizzato, parzialmente scremato 0.04
Latte, vacca, UHT, parzialmente scremato 0.04

Razione consigliata

I bisogni di tocoferoli sono strettamente legati all’apporto di altri nutrienti e in particolare di PUFA (acidi grassi polinsaturi) e vanno quindi definiti in rapporto ad essi.
Di conseguenza non è stato stabilito il bisogno minimo giornaliero, ma si è fatto riferimento alla quantità di PUFA, di selenio e di aminoacidi solforati della dieta.
Pertanto alla luce di quanto appena detto i LARN prevedono che la razione consigliata sia pari a:

 

Tocoferolo equivalenti (mg) ≥ 0,4

 

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/tocoferolo.html

Dopo la pulizia del fegato.

DOPO LA PULIZIA DEL FEGATO I RISULTATI CHE VI POTETE ASPETTARE

Dopo la pulizia del fegato, durate le ore della mattina (e forse del pomeriggio) successive al lavaggio avvertirete numerosi movimenti intestinali liquidi che inizialmente consisteranno di calcoli biliari mescolati a residui di cibo e poi solo di calcoli misti ad acqua. La maggior parte dei calcoli è di colore verde pisello e galleggia nel water in quanto contiene componenti biliari. I calcoli presentano diverse tonalità di verde e possono essere di colore vivace o lucidi come pietre preziose. Solo la bile secreta dal fegato può conferire questo colore verde. Continua la lettura di Dopo la pulizia del fegato.

Perché la depurazione del fegato.

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La depurazione del fegato e della cistifellea contribuisce allo stato di salute e al benessere dell’individuo. Secondo Andreas Moritz la maggior parte dei calcoli si formano nel fegato, mentre relativamente pochi nella colecistiContinua la lettura di Perché la depurazione del fegato.

Il nonno guarito e la pulizia del fegato, fatta dai amici

Il nonno guarito e la pulizia del fegato, fatta dai amici

pulizia del fegato Lili
Meta del calcolo rimanente nel fegato

Liliana F. 28 anni, molto bella e con problemi di colesterolo, purtroppo, un anno prima di fare la cura Hulda Clark, ha subito un intervento di cole-cistectomia a 27 anni, perché il calcolo presente nel suo fegato si è spezzato ed immigrato nella cistifellea. Quello che si vede nel immagine

è la parte rimanente dal calcolo rotto, rimasto nel fegato. La parte rimanente emigrata nella cistifellee, è stata eliminata con la cole- cistectomia.. Ha fatto le prime pulizie a due settimana, una dal altra. In seguito ha perso 5 kg. del peso corporeo.

pulizia del fegato1
Colesterolo eliminate nelle prime 2 pulizie del fegato

Poi ha continuato la cura antiparassitaria, di mantenimento, una volta alla settimana, facendo per altre 5 mesi pulizia del fegato, una volta al mese, nei periodi della luna calante. Trascorsi sei mesi ha ripreso la cura completa della dottoressa Hulda Clark: ANTIPARASSITARIA, RENALE, COLON, continuando a pulire il fegato, mensilmente per altre sei mesi. Questa è la soluzione, quando si hanno già problemi di salute croniche. Esempio: emorroidi, tiroide, pressione alta, colesterolo alto, dolori, disfunzioni ormonali, ecc.

Vedi:  http://www.irimedidinonnaadi.com/pulizia-del-fegato/

La sorella di Liliana,  una bellissima ragazza, con problemi d’insonnia, ed altro, faceva una cura antidepressiva, che non gli portava nessuno beneficio. Dopo un esame di bio risonanza quantica, che funziona usando elettromagnetismo delle cellule con l’aiuto di un sensore, che dà indicazioni a livello cellulare su quello che abbiamo o possiamo sviluppare nel tempo, ha fatto solo una volta la pulizia del fegato dopo la cura disintossicante, ed si è sentita meglio, eliminando qualunque altra cura. Lei ha eliminato quello che si vede nel immagine.antiparassitaria Ilaria

Il suo problema, dal aspetto dei calcoli, era la “pigrizia” della cistifellee. Uso dei enzimi digestivi e ripristino dei sali minerali mancanti, hanno eliminato completamente i suoi problemi.

antiparassitaria Ilaria

 

 

 

 

 

 

 

Nonno prima sella cura

Ma la gioia più grande fu il loro nonno!

Un simpaticissimo 86 anni, Paolantoni Igino, operato sei volte alla testa, con trapianto di pelle in seguito, dopo l’eliminazione dei tessuti necrotizzati. Purtroppo ogni volta fatto l’intervento aveva il rigetto della pelle, e doveva andare al ospedale ogni giorno, ad rimuovere la pelle necrotizzata.

Era arrivato a non potere più dormire per i dolori. In un giorno, una persona che per una vita ha fatto tutto che diceva il medico allopata, ha cercato un’altra soluzione nella medicina alternativa, che è molto più vecchia, intorno a sei mille anni.

nonno adesso guarito
Nonno mentre faceva la cura

Cosi con olio d’iperico, il piccolo biter svedese, preparate da me, ha iniziato una cura locale, topica. Prendeva solo il collagene che, mancava. In qualche mese la pelle e i capelli sono cresciuti da soli. Vi faccio vedere delle foto del andamento della sua guarigione. Qui dopo 2 gg. di cura.In conclusione, meglio prevenire che curare!

Vedi consigli di Moritz: https://youtu.be/WiVxlMf2-sc

La ricetta per la tintura di guscio di noci

Tintura di guscio di noci 

Usate una boccaccia di vetro o di ceramica più grande che avete (non di acciaio né di alluminio), che contenga preferibilmente 10 litri. Noci  ancora nel guscio, ognuna ancora almeno al 50% verde, in quantità sufficiente per riempire completamente la pentola. Alcol etilico, circa al 50% per coprire tutte le noci. 1/2 cucchiaino di vitamina C. Cellophane o foglio di plastica trasparente. Continua la lettura di La ricetta per la tintura di guscio di noci