Stanchi? Saranno le surrenali?

ghiandola surrenale

Stanchi? Saranno le surrenali? Sentite che la mente anticipa di mezzo secolo il vostro corpo? Troppa energia nella testa e non abbastanza nei piedi? State iniziando a dubitare che avrete ancora spirito e vigore?

Associo le ghiandole surrenali con il centro di sopravvivenza nel campo dell’energia sottile che circonda ogni entità vivente. Nella filosofia degli Yogi, viene detto che un saggio veggente può vedere questo campo e contare il numero di respiri e battiti che una persona ha nell’arco della vita.

La Sindrome da Fatica Cronica

Alle persone che soffrono di stress, i medici convenzionali di solito diagnosticano la “sindrome da fatica cronica”, benché ad alcune persone vengono dati verdetti più eruditi e altisonanti che sembrano riferirsi a virus, come la Sindrome di Epstein-Barr o il Citomegalovirus. Ad altri ancora viene detto che sono allergici o sensibili all’ambiente.

La gamma dei sintomi dal semplice esaurimento a problemi molto più complessi, che sono subordinati a un’eccessiva produzione di ormoni delle surrenali, ormoni che scorrono nel flusso sanguigno, aumenta quando c’è un qualsiasi stress. Lo stress può essere di origine emotiva, come ad esempio l’insicurezza dovuta alla mancanza di comprensione e sostegno da parte dei genitori, o la paura che una relazione importante sia instabile a causa della malattia del partner o della sua infedeltà, o una preoccupazione per la propria salute e vitalità o preoccupazioni per il benessere di chi ci è caro. Stanchi? Saranno le surrenali?

Lo stress può essere correlato al lavoro o ai soldi. Potrebbe essere causato dal fatto che ad una persona non piace il lavoro oppure il posto di lavoro oppure i colleghi di lavoro; potrebbe essere dovuto al fatto che non guadagna abbastanza per far quadrare i conti a fine mese. Lo stress può anche essere di natura fisica: lavorare per lunghe ore, non dormire bene, sentirsi obbligati a mantenere impegni presi verso altri, o correlato allo sport, come ad esempio i concorrenti in una maratona.

Lo stress può anche essere abbastanza difficile da individuare. Vivere con un alcolizzato o con una persona che gioca d’azzardo è di solito riconosciuto come un fattore stressante, ma lo è anche vivere con qualcuno che istintivamente non ci piace o di cui non ci fidiamo, anche se questo è più difficile da riconoscere quale fattore stressante.

Similmente ci sono fattori patogeni che una persona potrebbe identificare o potrebbe aver identificato. Questi potrebbero essere “di natura sottile”, ma reali, come l’ansia sulla politica globale e il modo in cui le persone nelle alte cariche esercitano il loro potere, oppure di “natura ignota” come essere nelle vicinanze di “ley lines”, o di fuoriuscita di materiali da costruzione , o di frequenze elettriche e campi di forza astrofisici.

Coscienza Istintuale

La verità è che tutti noi viviamo in un mare di vibrazioni, alcune delle quali ci sono congeniali e altre no. Sia che siamo in grado oppure no di identificare i fattori che contribuiscono a intaccare la nostra energia, la natura del subconscio mantiene opinioni estremamente forti su qualsiasi cosa influisca sull’esistenza.

Poiché questo concetto é a volte nuovo per le persone, mi piace usare l’esempio dei cani. Qualcuno si presenta alla vostra porta e i cani iniziano ad abbaiare. Dite ai cani di “calmarsi” che nel vostro vocabolario significa non intimidire la persona alla porta con un comportamento rumoroso. Fate accomodare la persona e la persona fa qualcosa che vi contraria. I cani vengono a consolarvi e essendo animali e non persone non dicono “te l’avevo detto”. Il cane ha accesso ai suoi istinti, ma le persone soprattutto le persone intellettuali hanno razionalizzato i loro istinti così che la testa può far fare al corpo ciò che vuole.

Fisicamente, (Stanchi? Saranno le surrenali?) questo si traduce in un eccessivo lavoro delle surrenali. Una volta che questi ormoni entrano nel flusso sanguigno, la digestione è compromessa. Al fine di accelerare il ritmo per sostenere uno sforzo breve e intenso, altre funzioni vengono soppresse. Il corpo attinge dalle riserve e inibisce il consumo di energie sostitutive. La libido e la carica sessuale diminuiscono, di solito, a tal punto che l’interesse come pure l’attività calano gradualmente. La tiroide tenta di compensare lavorando più duramente.

Olfatto

Ci sono altri sintomi classici che incidono sul funzionamento di una pressione a lungo termine sulle surrenali. Questi includono un accresciuto senso dell’olfatto. All’inizio, una persona si rende conto di più degli odori, di tutti i profumi, piacevoli e sgradevoli.

Il senso dell’olfatto é l’istinto più basico della sopravvivenza. Quando la vita è minacciata, sottilmente o in modo misurabile, scatta il meccanismo che governa la sopravvivenza. Pertanto, una delle prime indicazioni dello stress prolungato che si notano veramente è l’aumento della sensibilità all’odore. Questo si può focalizzare prevalentemente su odori sgradevoli come ad esempio i fumi del petrolio ma influisce sulla tolleranza ai profumi e persino sul funzionamento dei ferormoni, quelle misteriose essudazioni che ripugnano o attraggono. Dovremo dire, che per identificare “il problema”, dobbiamo diventare pignoli su ciò che ci piace o non ci piace. E’ interessante che sebbene il senso dell’olfatto possa diventare molto acuto, a volte fallisce completamente dopo un grande stress, quale un terribile incidente o un’operazione. Il senso ritornerà quando le surrenali sono guarite, ma è spesso un processo frustante e che dura a lungo.

Sintomi

Un altro sintomo dell’esaurimento delle surrenali sono le occhiaie scure sotto agli occhi. In casi gravi, queste sembrano non sparire; ma alcune persone si svegliano che sembrano avere un aspetto normale e nel giro di poche ore, quei cerchi sotto agli occhi compaiono. Segue poi nella lista dei sintomi una suscettibilità aumentata alle contusioni. Una persona esausta potrebbe sbattere contro un tavolo e mostrare contusioni nere e blu, un segno che i margini di tolleranza stanno diminuendo e c’è bisogno di un intervento adeguato.

Le allergie vengono subito dopo. All’inizio, c’è di solito una qualche base razionale per le allergie, ma mentre il tempo passa, la lista delle intolleranze aumenta ed è chiaro che il problema è molto più interno che esterno.

La mia esperienza con più dottori Americani (non conosco quelli canadesi) é che a pazienti con questi sintomi di solito vengono somministrati ormoni sintetici per la tiroide o alcune volte per le ghiandole, estratti da animali che vengono trasformati in “integratori nutrizionali”. Comunque, le persone che mi consultano di solito esprimono l’opinione che questi non funzionano in modo soddisfacente anche se alcune volte hanno notato qualche miglioramento all’inizio del trattamento.

Contesto pertanto la teoria dietro a questa pratica e queste sono le mie motivazioni. Se le persone fossero nate con tiroidi deboli, sarebbero dei cretini. Comunque, la sindrome da fatica cronica sta colpendo persone intelligenti le cui menti funzionano perfettamente bene. Il corpo potrebbe essere affaticato, ma la mente è ancora presa da idee per progetti, per maggiori sforzi che metterebbero pressione al corpo, costringendolo ad obbedire alle imposizioni di una forza mentale, che viene percepita dal corpo come tirannica.

Pertanto tento di ricostruire le surrenali e far perdere l’abitudine alla persona, di prendere gli integratori per la tiroide.

L’inconscio

Il modo migliore per comprendere le forze dell’inconscio che colpiscono la funzione delle surrenali è di immaginare che una parte dell’essere di ciascuna persona sia agganciato a un immenso circuito che include molte forme pensiero, alcune che sono praticamente primordiali e altre che potrebbero riguardare maggiormente le circostanze attuali. Dalla prospettiva di questa parte del nostro essere, non ci sono “nuove” argomentazioni che tengano. Per esempio, se qualcuno che è stato la fonte di molti torti cambia o si addolcisce, il subconscio non cambia necessariamente l’opinione su quella persona. La mantiene come nella versione della realtà che ha “testato” ovvero che di quella persona non si fida, in quanto la considera potenzialmente pericolosa…ecc. In un certo modo, sarebbe corretto dire che questa parte del nostro essere non perdona, né coglie le sfumature di discorsi dei sentimenti nobili sul lasciar perdere e perdonare. E’ governato dalla praticità e dalle varie prove che ha dalle esperienze passate.

Si potrebbe presupporre che i colori e le melodie preferiti come pure le avversioni per colori, luoghi e persone, hanno tutti origine da memorie che risiedono ben sotto la soglia della coscienza normale. In altre parole, non sono arbitrarie ma piuttosto “sensibili” alla prospettiva della memoria poiché le opinioni derivano proprio dalle esperienze.

Se poi, una persona agisse in modo tale da ignorare il “consiglio”del subconscio, il comportamento non allarmerebbe solo le surrenali; tuttavia l’input razionale alle surrenali sul fatto che la persona conscia sappia più dell’inconscio, non riuscirebbe comunque a convincerle che la persona conscia sia o saggia o degna di fiducia.

Quindi, lo sforzo della persona conscia di forzare l’inconscio alla sottomissione sarebbe ostacolato – e le surrenali funzionerebbero come se non ci fosse mai stata una riprogrammazione. In altre parole, la mente conscia di solito non riesce ad avere la meglio sull’operatività delle surrenali poiché esse lavorano in accordo alla propria saggezza.

Trattamento

Quale conseguenza della perseveranza di questo istinto antico, è difficile guarire simili problemi quali la fatica cronica a meno che il subconscio non venga onorato. Altrimenti, persino soluzioni dall’apparenza brillanti tendono a fallire. In tali casi, le persone che hanno fatto lenti ma costanti progressi tornano indietro come se non avessero fatto nessun progresso.

Una strategia che sia efficace deve comportare un lavoro di base per scoprire ciò che determina i fattori sottostanti. Quando questi vengono “in superficie”, verrà trovato che alcuni rischi possono essere eliminati dove invece altre situazioni possono venir migliorate o almeno sistemate così da renderle più tollerabili. In altri casi, devono essere create abilità per trattare le sfide “permanenti”.

Per rendere questo un po’ meno astratto, si può dire che un esempio di rischio potrebbero essere le radiazioni del computer nel posto di lavoro. Le persone nei grandi uffici quali agenzie di viaggio e banche sono esposte alle radiazioni dei computer. Se tutti i monitor fossero sostituiti con monitor a basse radiazioni o equipaggiati con schermi protettivi, ci sarebbe un vantaggio immediato per tutti gli impiegati, ma i primi a beneficiarne sarebbero soprattutto quelli che più risentono delle radiazioni. Pertanto questo sarebbe un “trucco”. Un miglioramento comporterebbe una ricollocazione delle scrivanie e delle sedie così che le radiazioni peggiori si muovano in una direzione che non va a colpire nessun impiegato. Di solito, questo significa che nessun sarà seduto giusto di fronte a un monitor non schermato o in linea diretta alla sinistra del sistema operativo. Una sistemazione un po’ più esoterica sarebbe indossare dei gioielli ad alta tecnologia che trasformano quelle frequenze in onde benigne. Ci sono anche cambiamenti nell’alimentazione che renderebbero quelle radiazioni un po’ meno velenose per il corpo. Queste includono l’uso di minerali in tracce e alghe come pure erbe adatto gene quali il ginseng e l’aglio.

Una “Cura” Emotiva

Ci sono situazioni emotive che non si prestano a simili rapidi trucchi. Dal punto di vista del centro di sopravvivenza, c’è bisogno che le relazioni siano sentite come un supporto. Questo favorisce il benessere, la fiducia e di solito il successo. Relazioni neutre fanno pensare alle persone che sono da sole, che stanno in piedi da sole, che devono fare molti sforzi per compiere imprese per niente stupefacenti. Le relazioni che ci sfidano rendono la psiche vigile così che le persone sono sempre iperattente e sempre in allerta per un prossimo disastro; un disastro, considerato dal subconscio, come qualcosa di significativo potrebbe non sempre colpire la persona razionale.

Il potere di imitare può essere descritto come grandioso quando c’è molta elasticità o capacità di ripresa. Si dice “esaurito” quando l’abilità di riprendersi è andata. Questo fa diventare le persone stanche, vulnerabili e fragili; quando invece le persone più determinate diventano rigide e spesso più insistenti, è un segno che potrebbe essere interpretato come incapacità di essere flessibile o di rifiutare il compromesso. In ogni caso, le strategie devono essere accolte per riportare la vita nel suo limite.

Alcune relazioni possono essere sistemate con cambiamenti attitudinali, ma questi devono essere reali, non aforismi blandi sull’aprirsi per imparare ciò che si ha bisogno di apprendere.

Come si è notato, il subconscio diffida e non è disposto a comperare la propaganda di sentimenti nobili. Comunque, risponderà alle informazioni dalla mente cosciente che sono importanti. Così, se al subconscio viene detto che la prossima volta c’è un litigio a casa, la decisione che farà il Sé è di uscire dalla porta, il subconscio sarà un po’ meno paranoico ai primi segni di commozione e probabilmente non avrà un attacco tale da immettere nel sistema 30 volte la solita quantità di adrenalina.

Nel lavorare con le persone che sono esaurite, si tenta di iniziare a diagnosticare le fonti dello stress e a determinare quali situazioni sono le più facili da sistemare. Poi, si tenterà di trovare misure protettive adeguate per situazioni più difficili da trattare. Secondo il protocollo, il punto più importante non è né l’alimentazione né gli integratori. Comprende l’andare al passo con se stessi cosicché la linea tra “si può e non si dovrebbe tentare” non viene violata.

Consiglio anche metodicità e prevedibilità. Questo significa riparare e far uscire qualsiasi cosa che è danneggiata, mantenendo il proprio spazio ordinato e pulito, e recuperare i mali necessari quali fare bilanci e pagare i conti. Significa anche mantenere un programma sensibile e evitare la tentazione di esaurirsi lavorando tanto e restando in piedi fino a tardi. Potrebbe anche significare impegnarsi deliberatamente in faccende insensate come andare a spasso con il cane, togliere l’erba dalle aiuole in giardino, attività che non richiedono la mente; ma quando la mente è operativa,qualsiasi sforzo dovrebbe essere fatto per fare una cosa alla volta e per tenere tutta l’attenzione su quel progetto fino a quando viene completato. Poi, una piccola pausa dovrebbe essere acconsentita prima di immergersi nel prossimo lavoro. La pausa può essere semplice come lavare i piatti o rifare il letto, ma fare qualcosa di diverso dai grandi sforzi mentali dà alla psiche il tempo per assimilare. E’ salutare stabilire un ritmo per la vita che riconosca il bisogno di equilibrio tra l’aspetto fisico, emotivo, mentale e spirituale e ciò dà al corpo il tempo per rigenerarsi prima che nuove richieste gli vengano sottoposte.

Conclusione

Come osservato, le surrenali siedono sopra ai reni e pertanto sono inseparabili dai reni in un certo qual modo. Se le surrenali sentono il “panico”, i reni ne risentono con fitte, che di solito risultano nell’urgenza di orinare. Quando il panico è più o meno costante, i fluidi fuoriescono dal sistema prima che i nutrienti necessari vengano assimilati. Pertanto, oltre a perdere fluidi tampone che sono fatti per dar sollievo al fisico, questa sindrome è di solito accompagnata da malnutrizione, e non tiene conto dell’alimentazione “intelligente”. In altre parole, una persona può anche mangiare i cibi adatti per lei, ma se non riesce a estrarre il valore nutritivo del cibo, ne diventa carente. La maggior parte delle persone con questi problemi sono carenti di minerali e si rimettono in forma velocemente quando gli vengono dati minerali facili da assimilare, sia sotto forma di alghe liquide o “cocktail di minerali”. Suggerisco spesso di prendere minerali con il succo di ananas perché gli enzimi favoriscono un corretto assorbimento dei micronutrienti sulla base dei quali il corpo dipende per un buon equilibrio elettrolitico e della struttura del tessuto.

Quando una condizione resta non controllata per molti anni, i reni diventano affaticati e cessano di rispondere alle onde shock delle surrenali. Quando ciò avviene, le persone trattengono i fluidi perché non possono farli passare fuori dal corpo. La maggior parte delle persone con simili problemi possono vedere segni sui loro polsi e dita dove indossano gioielli, ma il gonfiore tende a essere come un po’ diffuso. Come per ironia, queste persone tendono a perdere peso quando si riposano o quando assumono tonici surrenali, quali le formule “Yin” cinesi per i reni (di queste ce ne sono molte). Possono anche mangiare cibi rinforzanti come pure fagioli neri o radici di vegetali che hanno assorbito sostanze nutritive dal suolo. Tali misure tendono a mantenere le persone su una soglia di equilibrio stabile.

Non importa quanto efficace sia un tipo di alimentazione o ricette a base di erbe, non ci dovrebbe mai essere spazio per compiacersi fino alla risoluzione dei fattori stressanti, ma nella mia esperienza, ci vuole tempo per identificare le cause dello stress e lo sforzo per trasformare le situazioni che minano il recupero in situazioni di supporto.

Copyright by Ingrid Naiman 1999- Traduzione per The Living Spirits, di Tatiana Coan

fonte: http://www.kitchendoctor.com/health_issues/adrenal_exhaustion.php

 

Cancro e gravi malattie triplicate

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 Campania, dati choc: “cancro e gravi malattie triplicate negli ultimi anni, nella “terra dei fuochi” i casi di cancro sono triplicati negli ultimi cinque anni

Nei giorni scorsi ero a Napoli (una blogger ogni tanto deve pur separarsi dal suo computer…) e ho sentito con queste mie orecchie un medico, il dottor Gennaro Esposito, dire davanti a molti testimoni, compresi alcuni giornalisti ed alcuni onorevoli, che in base ai dati forniti dalle Asl nella cosiddetta “terra del fuochi” i casi di cancro sono spaventosamente aumentati, a volte anche triplicati, negli ultimi cinque anni.

L’ho sentito e mi sono detta: qui domani succede un casino. Non è successo niente. E un po’ di casino allora provo a farlo io: non si può lasciare morire una terra in questo modo.

Allora. La Campania in generale, e la piana di Caserta e Napoli in particolare, sono notoriamente il luogo prescelto dalla malavita organizzata per lo smaltimento abusivo di rifiuti tossici, che vengono fra l’altro periodicamente incendiati.

Non ci vuole molta fantasia ad immaginare che la salute pubblica, come dire?, non ne tragga giovamento. Ma soltanto un registro tumori della Campania, dopo lunghi studi, potrebbe determinare il numero dei casi di cancro direttamente attribuibili all’inquinamento.

In attesa che questo fra un tot di anni qualcosa del genere avvenga, i medici di famiglia stanno chiedendo all’Asl il numero dei loro pazienti che – nel 2008 e nel 2012 – hanno presentato richiesta di esenzione dal pagamento del ticket sanitario perché colpiti da tumore maligno. Si viene così a comporre lentamente, tessera per tessera, un mosaico di cui per ora sono noti tre, impressionanti tasselli.

Nel distretto sanitario di Nola nel 2008-2012 le richieste di esenzione dal ticket per cancro sono aumentate del 70% mentre nei distretti sanitari di Fratta Maggiore e Casoria sono triplicate. Sì, triplicate: avete capito bene.

Credo che in qualsiasi altro luogo del mondo una notizia del genere sarebbe su tutti i giornali, diventerebbe oggetto di polemiche, inchieste ed approfondimenti. Vediamo se in Italia succede almeno un po’ di casino.

Fonte: http://blogeko.iljournal.it/nella-terra-dei-fuochi-i-casi-di-cancro-sono-triplicati-negli-ultimi-cinque-anni/74645

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Napoli, campi coltivati a veleni. “Il 60% dei residenti svilupperà tumori o gravi malattie”

Nelle province di Napoli e di Caserta (la zona conosciuta come “terra dei fuochi”) i casi di cancro sono addirittura triplicati dal 2008 e nelle ultime settimane – per la prima volta, a quanto mi risulta – sono stati sequestrati quattro campi farciti di veleni e sostanze cancerogene. Erano tutti coltivati a verdure.

Di fronte ad uno di questi sequestri il professor Antonio Giordano, napoletano, ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Siena e direttore dello Sbarro Insititue for Cancer Resarch, ha dichiarato al quotidiano Il Mattino: “Posso dire con la certezza dell’osservazione dei dati statistici, delle mappe dell’inquinamento e dai tipi di sostanze ritrovate, che il 60% dei residenti svilupperà tumori od altre gravi patologie”.

Dunque per capire costa sta succedendo basta unire i puntini. O meglio, basta voler unire i puntini. L’Istituto superiore di sanità dice che in Campania sono particolarmente diffuse le abitudini a rischio (fumo, sedentarietà, obesità) ed è impossibile dire se i danni alla salute sono provocati da questo o dall’inquinamento. Sembra di essere a Taranto, non vi pare?

Certo, solo un registro tumori ben fatto potrebbe valutare rigorosamente, dal punto di vista statistico, quanto peso ha l’inquinamento nell’indubitabile aumento dei tumori in Campania. Ma ci vorranno anni prima di avere quei dati.

Ci sono però gli studi, sebbene parziali, effettuati dall’istituto per tumori Pascale di Napoli (mortalità per tumore aumentata fino al 47%) e i dati grezzi ma ufficiali procurati dai medici attraverso le Asl: casi di cancro aumentati fino al 300%.

Mentre continuano a ripetersi i roghi tossici di rifiuti, nelle ultime settimane sono stati sequestrati quattro campi campi su cui sono avvenuti in passato sversamenti di rifiuti tossici e cancerogeni: si trovano tutti a Caivano e sono vasti appezzamenti su cui per anni sono cresciuti tranquillamente cavolfiori, broccoli, asparagi e pomodori, ortaggi vari: nell’ultimo caso alcuni agenti, scavando per disseppellire i rifiuti, si sono sentiti male e i loro guanti di plastica si sono letteralmente sciolti a contatto con le sostanze.

Come afferma un graduato della Forestale in un video pubblicato sul sito de Il Mattino, sotto quel campo c’era l’anticamera dell’inferno, c’era di tutto: amianto, scorie industriali, morchie… Centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti pericolosi quasi a contatto con la falda d’acqua, coperti con mezzo metro di terra e coltivati a verdure.

I quattro sequestri hanno avuto risalto solo sulle cronache locali. Si sa che la Campania è terra di smaltimento illegale di rifiuti. Nessuno ha mai mappato i terreni e l’acqua dei pozzi usati per l’irrigazione, nessuno ha mai stabilito dove i raccolti sono “puliti” e dove no.

Un pomodoro farcito di sostanze inquinanti e cancerogene è a prima vista assolutamente indistinguibile da un pomodoro normale. Frutta e verdura cresciuta nelle campagne di Napoli e Caserta vengono venute in tutt’Italia. Ogni giorno i contadini si chinano sui loro campi come se giocassero alla roulette russa: magari toccano una terra che poco per volta li avvelena, magari no.

Basta unire i puntini per capire cosa sta succedendo nella “terra dei fuochi”. Basta volerlo fare, lo si deve fare: perchè è inaccettabile lasciar morire la gente in questo modo.

Fonte: http://blogeko.iljournal.it/napoli-campi-coltivati-a-veleni-il-60-dei-residenti-svilupperà-tumori-o-gravi-malattie/74695

Tumori e rifiuti tossici.

Scoperta choc a Caivano, in provincia di Napoli. Il Corpo Forestale dello Stato, scavando in un terreno coltivato a cavoli, ha rinvenuto alcuni fusti tossici. La triste scoperta a pochi giorni dopo il sequestro di un ampio terreno irrigato da pozzi inquinati. In questo caso solventi chimici tossici altamente aggressivi, scarti industriali, scorie di fusioni di vetro e materiali contenente fibre di amianto sono stati trovati dal Corpo Forestale dello Stato seppelliti in un’area alla periferia di Caivano. L’area del ritrovamento è nel perimetro della «Terra dei fuochi», una vasta zona così denominata per gli incendi notturni di rifiuti i cui fumi avvelenano l’aria. I rifiuti erano coperti da uno strato di terreno vegetale di una cinquantina di centimetri. Gli uomini del Comando provinciale della forestale di Napoli, coordinati dal primo dirigente Sergio Costa, e del nucleo investigativo hanno prima analizzato alcune foto aeree. Successivamente, sono stati fatti specifici appostamenti e poi sono state avviate le opere di scavo, e sono state ritrovate le scorie industriali.

AVEVI PARLATO DI STILI VITA: GUARDATI QUESTO VIDEO:

http://video.ilmattino.it/index.jsp?videoId=10532&sectionId=22

INTERVISTA SHOCK: EPIDEMIA IN CORSO- Antonio Giordano lo ripete da anni. Napoletano, ordinario di anatomia patologica all’università di Siena e direttore dello Sbarro Insititue for cancer resarch, ha ereditato il testimone del padre, Giovangiacomo, il primo scienziato a mettere nero su bianco, nel ’77, che la Campania era travolta da un’epidemia silente e causata dall’uomo. Ora tocca a lui, con denunce raccolte più dalla comunità scientifica internazionale che dall’opinione pubblica italiana, ripetere che la nostra terra, già felix – fortunata – è «un laboratorio di cancerogenesi dove le cavie non sono topi, ma i napoletani ed i campani». Un’epidemia di tumore, malformazioni congenite flagella la Campania infelix. Accompagnata da mutazioni nell’ambiente. Un ‘epidemia da rifiuti tossici, tombati in Campania in ogni campagna, con la camorra a smistare le scorie velenose delle grandi imprese del nord in un traffico che vale, per la prima e per le seconde, miliardi.

Professor Giordano, tre anni fa il Mattino anticipò la ricerca scientifica firmata da lei e dall’allora senatore del Pd professor Ignazio Marino. In sintesi, in Campania, e nell’area fra Napoli e Caserta, si muore molto di più di tumore. Fino al 13% in più di mortalità. La pubblicazione del suo team sottolineò il nesso di causalità fra tumori e rifiuti.

« E fu sollevazione. Il professor Marino, non ancora sindaco di Roma, fu addirittura accusato di manovre politiche. Di fronte all’evidenza del legame, dimostrato nella ricerca, si preferì negare l’evidenza dei dati scientifici. E mi rifiuto di pensare che l’allora ministro Fazio non li sapesse leggere: eppure affermò che la diossina non è cancerogena. Ricorderà che la sollevazione fu tutta italiana. Il caso Campania scoppiò nella sua gravità davanti agli occhi del mondo. Ma l’Italia se ne dimenticò. Fino a quando non si scopre, come scrivete oggi, che esistono giacimento di veleni sotto gli ortaggi».

Il Mattino riporta, per la seconda volta in pochi giorni, la scoperta di giacimenti tossici sotto i campi coltivati. L’epidemia è ancora in corso? «Le posso dire con la certezza dell’osservazione dei dati statistici, delle mappe dell’inquinamento e dai tipi di sostanze ritrovate, che il 60% dei residenti svilupperà tumori od altre gravi patologie».

Professore, è gravissimo. Che fare?

«Quello che la politica, troppo intimorita dall’entità della catastrofe finora non ha fatto. Due le linee. Bonifiche e prevenzione sanitaria. Occorre mettere sotto screening i campani, soprattutto quelli residenti in aree ormai ben individuate».

Come arginare i rischi per la catena alimentare?

«Come devo ripeterlo? Con le bonifiche. L’allarme è altissimo. I fuochi che tutte le notti distruggono copertoni e rifiuti completano l’opera di un avvelenamento che entra nel codice genetico dell’ambiente dalle falde acquifere, dall’aria. Insetti scompaiono. Altri organismi risultano geneticamente modificati. Con il professor Donato Matassino, ordinario emerito di miglioramento genetico animale della facoltà di Agraria di Portici, abbiamo affrontato il problema. Mutazioni, trasmissibili geneticamente. Negli animali, nelle piante e negli uomini. Dei ceppi genetici pericolosissimi».

Abbiamo un’arma in più rispetto a tre anni fa?

«Oh sì. Fino a tre anni fa si poteva negare anche la natura delle sostanze tossiche disperse. Oggi apprendo che sotto le coltivazioni sono stati trovati amianto, cloruro di vinile, benzopirene, metalli pesanti».

Era intuibile. Cosa cambia?

«Cambia che abbiamo le impronte digitali di due assassini. Il tumore in primis. La genotossicità di queste sostanze non è negabile, ma fino a tre anni fa se ne negava l’esistenza come nei Promessi Sposi don Ferrante negava il contagio della peste».

Il secondo assassino?

«Occorrerà la volontà di volerlo accusare. La pistola fumante c’è. Dal tipo di materiale versato non è difficile risalire alle provenienze, alle imprese in grado di produrli ed in quelle quantità. Almeno si potrebbe scoprire un’altra cosa. La coscienza nera e pesante del nord verso il suo mezzogiorno avvelenato con la complicità della camorra».

Professore, lei ha scritto un libro bianco, con il professor Giulio Tarro, che raccoglie la denuncia dei suo padre e la motiva scientificamente in modo ancora più solido.

«Sì, e il 12 luglio torneremo a presentarlo a Salerno, alla provincia, Salone Bottiglieri. Lo abbiamo chiamato Campania, Terra di veleni. Con il professor Tarro e moltissimi ricercatori, per fortuna anche al di fuori dalla Campania, l’abbiamo promesso. L’epidemia campana è e sarà un caso mondiale. Finché non si farà qualcosa».

TUTTO DA IL MATTINO.IT

 

Fonte: http://www.napospia.it/25897_tumori-e-rifiuti-tossici-stronza-avevi-detto-stili-di-vita-mo-guardati-sto-video.html

 

Tintura di noci.

tintura noce

Tintura di noci.

La migliore e anche la più sicura cosa, nel fare per bene le cure, sono i prodotti. Da quando ho iniziato 20 anni fa le cure alternative, con il primo preparato, l’olio d’iperico, ho capito l’importanza della freschezza dei composti,  nelle cure!

Comprando in rete i prodotti, per fare la prima cura antiparassitaria, in un giorno ho aperto una capsula. Dentro nella capsula d’assenzio era della polvere gialla. Pensavo che cosi doveva essere. Poi quando ho acquistato l’assenzio romano, non in capsule, mi sono trovata con dei ramoscelli con pochissime trace di foglie, ho capito che devo cambiare il modo di fare le cure, iniziando a produrmi i componenti!

Una saggia decisione!

La prima volta, quando un botanico ha confermato che la pianta che gli ho fatto vedere è assenzio romano (Artemisia arborescens), ho iniziato ha raccogliere, insieme ai miei tre nipotini e mio marito, dai posti non inquinati, nel momento della migliore fioritura della pianta, e non vi posso dire che soddisfazione!assenzio

Tornavamo a casa ed io lavavo bene la pianta, solo le foglie uso, sciacquando con argento colloidale per maggiore sicurezza della mancanza di microorganismi dannosi, gli centrifugavo, nella lavatrice ed essiccavo alla temperatura costante, nel mio soggiorno, sulle tovaglie di cotone coperte con fazzoletti di carta per la cucina. Al perfetto essiccamento, le foglie rimanevano con lo stesso colore, verde grigio e lo steso profumo. Poi nel momento del consumo le tritavo e gli usavo sotto forma di polvere, un cucchiaio corrisponde a sette capsule tipo 00. Per la cura dei nipotini ho comprato un piccolo dispositivo per incapsulare e capsule. Cosi gli riempivo e loro ingoiavano con maggiore sicurezza e piacere, sapendo che hanno contribuito personalmente alla raccolta!

Che grande differenza! E non solo per l’aspetto ma il più importante, come dice la dottoressa Hulda Clark nei suoi libri, per il suo effetto sulla salute!

E la prima condizione che una cura funzioni! La freschezza!

Organizzando concorsi per il più bravo raccoglitore, rimanevano piante anche per regalare ai amici che gli chiedevano! Bellissime giornate emersi in mezzo alla natura e tanta energia guadagnata!

Adesso passiamo alla noci nere,verde, come desiderate chiamarla. Si usa quella già matura con tutto il guscio.

Tintura di guscio di noci (Juglans regia L.)

Questa nuova ricetta è quattro volte più forte di quella precedente perciò si chiama Tintura di guscio di noci nere extra forte.

Usate boccaccia di vetro o di ceramica più grande che avete (non di acciaio né di alluminio), che contenga preferibilmente 10 litri. Noci nere, ancora nel guscio, ognuna ancora almeno al 50% verde, in quantità sufficiente per riempire completamente la pentola. Alcol etilico, circa al 50% per coprire tutte le noci. 1/2 cucchiaino di vitamina C. Cellophane o foglio di plastica trasparente. Bottigliette o barattoli di vetro.

nuci de tintura
noci

In autunno l’albero di noci  produce grandi palle verdi. La noce si trova al loro interno, ma noi useremo tutta la palla senza aprirla dato che l’ingrediente attivo si trova nel guscio verde esterno.

Sciacquate le noci con cura, mettetele nella pentola e coprite con alcol. Cospargetele con metà della vitamina C. Chiudete con una copertura di plastica e coprite. Lasciatele li per tre giorni. Versate nei barattoli o nelle bottigliette togliendo le noci e dividete la restante vitamina C nelle bottiglie. Se le bottigliette o i barattoli hanno un tappo di metallo prima copritelo con un foglio di plastica trasparente poi chiudetelo. La potenza di questa tintura rimane efficace per anni se non viene aperta, anche se diventa scura.

Avete appena fatto la tintura extra forte di noci . E più forte di quella precedente fatta con qualche noce in un barattolo da un litro (la mia ricetta precedente) perché ci sono più noci per unità di liquido. Inoltre non la diluirete prima di usarla (anche se quando la prenderete lo sarà con l’acqua).

Quando preparate le noci, sciacquate solo con acqua fredda del rubinetto, più volte. Magari vi servirà una spazzola per i punti sporchi. L’esposizione all’aria la fa diventare nera e le fa perdere potere. Per ridurre tali esposizione riempite il barattolo il più possibile stando attenti a non toccare la plastica di rivestimento del coperchio che deve chiudersi combaciando perfettamente. Ancora più importante, i barattoli o le bottigliette che usate per mettere la tintura devono avere pochissima aria dentro, solo quella che serve a far sì che la tintura di noci, non tocchi la plastica di rivestimento del coperchio. Il contenuto di un barattolo grande deve essere diviso in tanti barattoli piccoli quando si è pronti per usarlo. L’idea è quella di non avere barattoli usati a metà, con molta aria dentro, che rimangono aperti per un mese o più. Ci sono vari modi per ottenere una soluzione di alcol etilico al 50%. Si può acquistare un alcol al 95%. Mescolatelo con un’uguale quantità d’acqua. Mescolate 2 parti di alcol 95 gradi, con 2 parti d’acqua. Oppure un altro metodo è di acquistare della vodka con gradazione 100. In questo caso avrete già una soluzione al 50%. Dipende della quantità che desiderate fare.

 

Estratto di guscio di noci (a base d’acqua)

Dato che non sapete come vengono fatti gli estratti in commercio e dato che forse non siete in grado di analizzarli per vedere se sono inquinati è meglio che li prepariate da soli!

Questa ricetta deve essere usata per gli alcolizzati e per i bambini: coprite le palle verdi nella pentola da 10 litri (non di metallo) con acqua fredda del rubinetto. Riscaldate portando ad ebollizione, tenendo coperto. Spegnete il fornello. Quando si sarà raffreddato, aggiungete la vitamina C, coprite con un foglio di plastica trasparente e poi con il coperchio. Lasciate riposare per 1 giorno: sarà più scuro della tintura di noci. Non diluite. Versate questo estratto in contenitori da freezer. Mettete in frigorifero la parte che userete nel giro di due giorni e il resto mettetelo nel freezer (1/4 di cucchiaino per ogni litro).

Per l’uso: nei programmi che richiedono la tintura extra forte di guscio di noci nere usate quattro volte la dose indicata (cioè per esempio 8 cucchiaini invece di 2 cucchiaini di tintura extra forte).

Avvertimento importante: non usate acqua imbottigliata acquistata per fare questo preparato, perché potrebbe inquinarla con il benzene!

LE VENE VARICOSE

vene varicose

LE VENE VARICOSE

Le vene varicose o varici possono essere definite come l’associazione di dilatazione ed allungamento di vene che diventano tortuose. Le vene varicose colpiscono quasi una donna su 2 e i disturbi ad esse associati si manifestano con più intensità durante i periodi caldi dell’anno. Pur trattandosi di una patologia prevalentemente ereditaria è possibile prevenire e contenere i disturbi legati al ristagno della circolazione venosa seguendo poche, semplici indicazioni riguardo a stile di vita e alimentazione. Le terapie alternative e i rimedi fitoterapici offerti dalla natura costituiscono un ulteriore eccellente supporto in termini di prevenzione e cura dell’insufficienza venosa periferica.

VENE VARICOSE: COSA SONO E PERCHE’ SI MANIFESTANO

Le vene varicose sono la manifestazione di un‘insufficienza venosa periferica. Si tratta di un disturbo che causa la perdita di tono della parete venosa, con rigonfiamento e andamento tortuoso delle stesse vene. Le vene varicose risultano visibili attraverso la pelle per via del volume dilatato e del colore bluastro. Si manifestano soprattutto nelle gambe e in particolare a livello delle vene safene, le due grandi vene che percorrono la gamba e la coscia. Le vene riportano il sangue dalla periferia al cuore. Al di sotto della zona cardiaca, specialmente dagli arti inferiori, il sangue deve risalire in senso opposto alla gravità e lo fa servendosi della muscolatura e grazie alla presenza all’interno delle vene di valvole che impediscono il reflusso in direzione contraria. Può succedere che le valvole non svolgano il proprio dovere accuratamente o non siano del tutto presenti. A questo punto si formano dei grossi ristagni di sangue che tendono a dilatare la vena. Le vene varicose possono essere genetiche su base ereditaria oppure comparire in seguito ad uno stile di vita errato.

VENE VARICOSE: FATTORI SCATENANTI

Obesità: a causa della pressione addominale e il conseguente carico di lavoro per le valvole. Eccessiva sedentarietà o l’abitudine a stare troppo tempo in piedi: entrambe favoriscono la stasi ematica facendo venire meno l’azione di pompaggio dei muscoli. Alcol, caffeina e fumo: vengono indicati come fattore primario scatenante di insufficienza venosa periferica. Stitichezza: intossicando il sangue porta alla sclerotizzazione delle vene. Uso della pillola anticoncezionale: può facilitare la comparsa di questo problema. Anche la gravidanza spesso porta con sé la comparsa di vene varicose, sia per l’aumento fisiologico del peso corporeo, sia come conseguenza dei cambiamenti ormonali che la accompagnano.

VENE VARICOSE: SINTOMI

Il primo sintomo è il senso di pesantezza alle gambe con sensazioni più o meno diffuse di calore e dolore, crampi notturni ed edemi alle caviglie, ritenzione idrica e prurito. Successivamente si possono manifestare le varici, tratti di vene che assumono andamento tortuoso che possono diventare dolorose. Quando il quadro di insufficienza venosa periferica diventa cronico possono comparire macchie scure e diffuse sulle gambe, spesso accompagnate da flebiti e tromboflebite. Caso a parte sono le emorroidi che pur essendo vene varicose hanno come sede il retto.

VENE VARICOSE: PREVENZIONE ALIMENTARE

La prevenzione si rivela l’alleato più affidabile contro l’insorgenza o le complicazioni dell’insufficienza venosa periferica. Di base un’alimentazione naturale ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali insieme all’adozione di uno stile di vita salutare costituisce la migliore prevenzione dei problemi venosi. Alcuni alimenti sono particolarmente indicati per aumentare l’integrità delle pareti venose, in primo luogo le bacche ricche di flavonoidi (da cui dipende il tipico colore rosso-violaceo): ciliegie, frutti di bosco, mirtilli neri, more, ribes nero. I bioflavonoidi sono importanti proprio per la capacità di aumentare la resistenza dei vasi, contrastare la permeabilità capillare e le reazioni infiammatorie a danno del tessuto connettivo. Per tutte queste ragioni i frutti freschi ma anche i loro succhi spremuti a freddo (non i succhi di frutta industriali, che del frutto originario hanno solo un vago ricordo..) risultano particolarmente utili sia per prevenire che per curare eventuali vene varicose già formate. Un’altra fonte ricca di flavonoidi è il grano saraceno, soprattutto i suoi germogli. Altri alimenti altamente indicati sono quelli che alimentano la sintesi di fibrina, sostanza che regola la coagulazione, in carenza della quale aumenta il rischio di tromboflebite e di ulteriori complicazioni. Si tratta di: peperoncino, aglio, cipolla e zenzero. Tra i frutti è consigliato il consumo di ananas fresco (per quello sciroppato vale il discorso fatto sui succhi di frutta). Un alimento specifico straordinario per la cura del fegato, dell’intestino e delle problematiche circolatorie venose è il miso, fermentato a base di soia e cereali tipico della macrobiotica. In presenza di problemi di circolazione occorre ridurre i consumi di solanacee(pomodoro, melanzana, peperone e patate) e dei grassi saturi di origine animale (carni rosse in particolare e latticini) a favore di semi oleosi e oli spremuti a freddo (extravergine di oliva, canapa e lino). Da contenere il consumo di zuccheri e farine raffinati.

VENE VARICOSE: ESERCIZIO FISICO E SUGGERIMENTI PRATICI

Camminare, andare in bicicletta, fare jogging sono attività che possono portare grande giovamento a problemi di stasi venosa: la contrazione dei muscoli del polpaccio favorisce a mobilitazione del sangue accumulato nel circolo; la stessa respirazione, profonda e accelerata al tempo stesso, facilita il ritorno del sangue al cuore grazie al movimento del diaframma. Sono poi piccoli ma utilissimi accorgimenti da adottare: dormire con i piedi un po’ sollevati, non mettere scarpe con tacchi troppo alti o troppo bassi, camminare con le gambe immerse nell’acqua fino al ginocchio, sgranchire spesso le gambe se si lavora da seduti o se si fanno lunghi viaggi, alzarsi spesso sulle punte se si lavora in piedi, evitare calze, pantaloni o gambaletti troppo stretti, evitare di prendere troppo sole al mare. La riflessologia plantare del piede è molto indicata come disciplina complementare in presenza di problemi di circolazione venosa: dalla pianta del piede si stimolano le aree riflesse di organi e funzioni metaboliche andando a dinamizzare le situazioni di stasi e a drenare il gonfiore. Cicli di 4 sedute nell’arco di un mese, da ripetersi ogni 2-3 mesi, possono dare significativi benefici a chi soffre di vene varicose. Anche l’idroterapia può essere utilizzata come disciplina complementare nel trattamento dei sintomi associati alla stasi venosa e alle vene varicose. Il suo effetto dovuto principalmente alla differenza tra temperatura dell’acqua e temperatura corporea. E consigliata durante la stagione calda, ovvero quando più sono presenti i sintomi. Le applicazioni devono essere tassativamente di acqua fredda, che, applicata frequentemente tramite pediluvi oppure sulle gambe con la doccia, favorisce la vasocostrizione e il ripristino della tonicità venosa. In questo modo diminuiscono i ristagni venosi e viene favorito il ritorno del sangue verso il centro del sistema circolatorio. Durante la giornata, specialmente se si ha la fortuna di trascorrere dei periodi di riposo vicino al mare, saranno molto indicate passeggiate nell’acqua lungo la riva, in questo caso si sommeranno i vantaggi del movimento e della differente temperatura dell’acqua. In campo erboristico la Fitoterapia è in grado di offrire diverse possibilità per migliorare i problemi di circolazione venosa. Le piante più utilizzate sono: Centella, Rusco, Ippocastano, Ginkgo Biloba, Acerola, Biancospino e Vite Rossa. Pur con lievi sfumature nell’approccio terapeutico si tratta di piante che agiscono contemporaneamente sull’infiammazione, che spesso accompagna i problemi di circolazione venosa, e sulla tonicità delle pareti venose. Inoltre svolgono azione antiedemigena, alleviando la sensazione di gonfiore alle gambe dovuta all’accumulo di liquidi. Vediamo di seguito i più efficaci rimedi fitoterapici per le vene varicose.

VENE VARICOSE: RIMEDI NATURALI

Macerato Glicerinato (MG) di Ippocastano: il gemmo derivato di Aesculus Hippocastanum è il rimedio elettivo della fitoterapia per la stasi e per la congestione venosa, disturbi derivati da una cattiva circolazione sanguigna. E’ un ottimo flebo tonico generale, utilissimo in caso di dolore alle gambe, fragilità capillare, gonfiore, vene varicose ed emorroidi. Favorisce l’aumento del tono venoso, contribuendo al restringimento delle varici dilatate e tortuose. Può migliorare la micro circolazione, oltre ad avere proprietà antiemorragiche e antinfiammatorie, e svolge un’azione riparatrice in edemi ed ematomi. Combatte la ritenzione idrica di sodio e cloruri, stimolando la diuresi. Indicato anche nella congestione del plesso emorroidale con miglioramento della sintomatologia ad essa correlata: bruciore, prurito, dolore. Il gemmo derivato di ippocastano è un rimedio molto maneggevole e privo di controindicazioni. Macerato Glicerinato (MG) di Castagno: il gemmo derivato di Castanea Vesca è particolarmente attivo come drenante linfatico (anche la tisana di foglie di olivo) in caso di edemi associati ad eccessiva permeabilità vascolare, specie a carico degli arti inferiori. Situazione spesso peggiorata in prossimità del ciclo mestruale, con il caldo umido e favorita dallo stare molto in piedi. Indicato anche come trattamento complementare al massaggio linfodrenante. Tintura Madre (TM) di Rusco: la tintura madre di Ruscus Aculeatus è indicata in caso di insufficienza venosa, edema, stasi linfatica eccessiva permeabilità dei vasi: problemi che si manifestano con sensazione di gambe pesanti, dolenti e gonfie. Anche il rusco, come l’ippocastano è molto efficace sulle emorroidi. Le saponine presenti nella TM (ruscogenine) possono dare irritazione gastrica e renale, per questo motivo la TM di Rusco può essere molto utile in terapie d’urto ma non va utilizzata in modo prolungato come ad esempio un gemmo derivato. Macerato Glicerinato (MG) di Sorbo: il gemmo derivato di Sorbus Domestica è un tonificante delle pareti dei vasi venosi, in particolar modo di quelli degli arti inferiori. Recenti studi hanno scoperto che camminare allunga la vita in modo particolare alle donne. Camminare regolarmente per cinque o sette giorni per un minimo di 30 minuti espone le donne a particolari benefici. Ogni ora in più di cammino infatti, equivale a due di vita guadagnate. Non male! Ma i benefici non si fermano qui, controllo del peso, riduzione del colesterolo, cuore più forte, oltre alla riduzione di gravi problemi di salute. Infine camminare rallenta il processo d’invecchiamento. Penso che già questo basti per convincervi dell’importanza del movimento in generale e in modo particolare del camminare. Oltretutto è un’attività ideale per chi non vuole spendere o non può farlo iscrivendosi ad un palestra. Basta investire in un paio di scarpe adatte per la camminata, abbigliamento comodo e via.

camminare

ABBRACCIARE GLI ALBERI MIGLIORA LA TUA SALUTE

ABBRACCIARE GLI ALBERI MIGLIORA LA TUA SALUTE

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Abbracciare gli alberi, un’idea della “hippy generation” molto criticata, è stata adesso provata scientificamente. Contrariamente alle credenze popolari, toccare un albero rende più sani. In effetti non importa neppure toccare l’albero per star meglio, il solo essere nelle sue vicinanze ha lo stesso effetto.

In un libro pubblicato recentemente, “Blinded by Science” (www.blindedbyscience.co.uk) l’autore Matthew Silverstone, prova scientificamente che gli alberi migliorano molti aspetti della salute come: malattie mentali, disturbo di deficit di attenzione e iperattività (ADHD), livelli di concentrazione, tempi di reazione, depressione e diminuzione di emicrania.

Innumerevoli studi hanno mostrato che i bambini mostrano effetti psicologici e fisiologici significativi in termini di salute e benessere quando interagiscono con le piante. Tali studi dimostrano che i bambini stanno meglio cognitiva mente ed emotivamente in ambienti verdi e che giocano in modo più creativo se si trovano in aree verdi.

abbraciare gli alberi

Una indagine sulla salute pubblica che studiava l’associazione tra spazi verdi e salute mentale concludeva che “l’accessibilità a spazi verdi può significativamente contribuire alle nostre capacità mentali e al nostro benessere”.

Quale può dunque essere l’aspetto della natura che può avere effetti così significativi? Fino ad ora si è pensato che fossero gli spazi aperti, ma Matthew Silverstone mostra che non si tratta di questo, piuttosto egli prova scientificamente che sono le proprietà vibrazionali degli alberi e delle piante a darci i benefici in termini di salute, non gli spazi verdi e aperti.

La risposta a come piante ed alberi ci influenzino fisiologicamente sembra dimostrarsi molto semplice. È tutto dovuto al fatto che ogni cosa ha una vibrazione, e differenti vibrazioni influenzano i comportamenti biologici. È stato provato che se beviamo un bicchiere di acqua trattato con una vibrazione di 10Hz il nostro tasso di coagulazione sanguigna cambia immediatamente con l’ingestione dell’acqua trattata. Accade lo stesso con gli alberi, quando tocchiamo un albero, la sua diversa vibrazione influenzerà vari comportamenti biologici del nostro corpo.

Questa idea vibrazionale è supportata nel libro da centinaia di studi scientifici che forniscono prove schiaccianti che l’abbracciare gli alberi non è una pazzia. Non solo fa bene alla nostra salute ma può anche far risparmiare molti soldi ai nostri governi offrendo una forma di trattamento alternativa e gratuita. L’indagine suddetta concludeva “spazi verdi e sicuri possono essere efficaci quanto una prescrizione medica nel trattare alcune forme di malattia mentale”.

Non sarebbe bello sapere che d’ora in poi i dottori tratteranno alcune forme di malattia suggerendo una passeggiata nel parco piuttosto che una scatola di pillole?

Sull’autore:

Matthew Silversone è l’autore di Blinded by Science (In italiano si traduce “Bendati dalla Scienza”),www.blindedbyscience.co.uk, un libro che cambierà completamente il vostro atteggiamento verso la vostra salute. Blinded by Science offre una teoria che se applicata a fattori come l’acqua, le piante, il sole e la luna, sembra avere un senso perfetto. Per quanto suoni semplice, è la teoria che tutto vibra. Il libro spiega che ogni cosa vibra, dal nucleo di un atomo alle molecole del nostro sangue, cervello, suono, piante, animali, fino allo spazio esterno. Una volta compreso questo principio base, tutto diventa improvvisamente chiaro, e se applichiamo questa teoria al mondo intorno a noi, ci stupiremo di cosa potremo imparare.

Scopri di più su: www.blindedbyscience.co.uk

Fonte http://www.naturalnews.com/032782_tree_huggers_health.html