Olio di salvia sclarea.

salvia sclarea

La salvia sclarea è originario del nord del Mediterraneo, parte dell’Asia centrale, e pochi posto in Nord Africa. I suoi usi può essere fatta risalire fino al primo secolo, riferimento della salvia sclarea sono stati trovati scritti di Dioscoridos. Questo olio essenziale non è così nota al turismo di oggi, e le persone stanno perdendo su di esso. Mi consiglia di utilizzare salvia sclarea per una buona liberazione di molti problemi che affrontiamo nella nostra vita

Olio di salvia sclarea è riconosciuto come uno degli oli essenziali più rilassanti. Dal Medioevo è stato invocato per i suoi usi ed è stato anche conosciuto per pochi come Oculus Christi – che significa la ‘Occhio di Cristo’ ed è stato usato da erboristi come un farmaco a base di erbe comune per una corretta manutenzione degli occhi. L’olio è ottenuto dall’estrazione dal certa erba ‘Salvia Sclarea’ e viene distillato da un processo noto come ‘distillazione a vapore’.

Olio di salvia sclarea ha numerosi vantaggi per fornirci. Il più importante dei quali è la sua capacità di calmare e portare sensazione lenitiva a diversi sistemi del corpo. Altri usi includono l’olio in grado di abbassare la pressione sanguigna per essere in grado di suscitare sensazioni sessuali in una persona. Come per i suoi componenti chimici, si compone di acetato linayl, che è responsabile per l’odore dell’olio fornisce la caryophylene, che regola la pressione sanguigna, il geraniolo antiossidante e acetato neryl.

Altri usi includono:

Facilita problemi di stomaco

Olio di salvia sclarea, nota anche per essere in grado di alleviare i problemi di stomaco. Essa agisce sia come antispasmodico, sopprimere spasmi muscolari e come carminativo, in grado di prevenire la formazione di gas nel tratto gastrointestinale. Si riduce anche flatulenza e crampi allo stomaco troppo. Al fine di rendere l’utilizzo del beneficio dell’olio nel sistema digestivo può essere bruciato o vaporizzato.

Come tonico femminile

L’olio di salvia sclarea emmenagogo lavora per bilanciare tutta la funzione femminile, che aiuta a rilassare l’utero, può essere utilizzato per facilitare periodi dolorosi e per rendere il parto più rilassata e meno doloroso normalizzare cicli mestruali. Essa aiuta a diminuire i sintomi della menopausa, comprese le vampate di calore, sudorazioni notturne, e irritabilità. Poiché rilassa. Come misura preventiva olio di salvia sclarea non deve essere usato durante la gravidanza, soprattutto durante le prime 12 settimane.

Funziona come un potente sedativo

L’olio è stato dimostrato il suo uso come un potente sedativo e per le sue proprietà nervine. L’olio manipola il sistema nervoso per rilassarsi e funziona come una soluzione efficace per la depressione, tensione nervosa, ansia, paura, paranoia e lo stress. Può essere fatto uso di quando vi è la possibilità di un aumento dello stress esterno, o quando qualcuno ha a che fare con decisioni di vita difficili. L’odore dell’olio viene utilizzato per fornire un aroma terapia per calmare la mente e per la creatività di fluire. Misure precauzionali non menzioni

Utilizzo di olio di salvia sclarea insieme con l’alcol a causa di oli salvia sclarea effetti sedativi.

Alleviare eventuali dolori muscolari

La salvia sclarea può essere diluito in un bagno per avere il vantaggio di liberazione di eventuali dolori muscolari e calmante sulla pelle, poiché l’olio è un astringente e antinfiammatoria pure. Per un bagno adeguato con olio di salvia sclarea, usare 5 gocce di olio di salvia sclarea con 4 gocce di olio essenziale odorata cananga, e 3 gocce di olio di legno di cedro. Insieme a questo salvia sclarea fonde bene anche con lavanda, ginepro, coriandolo, legno di sandalo, bergamotto, arancia e limone.

Migliorare attributi visivi

Contribuendo ad occhio è un’altra delle molte capacità dell’olio essenziale di salvia sclarea. Aumenta la visione degli occhi e vietare l’incoerenza in vista dell’occhio dalla vecchiaia.

Effetto positivo sulle convulsioni e crisi epilettiche

La capacità di oli di salvia sclarea per sopprimere gli attacchi convulsive. Si calma i nervi e agisce come agente rilassante favoreggiamento nel portare sonno al insonne.

Effetto di contenimento sui batteri

Gli attributi antibatteriche del petrolio ha abbastanza potenziale per sopprimere i batteri del tetano quando è applicato su lesioni.

Favoreggiamento in problemi dentali

La salvia sclarea, che agisce come un farmaco astringente eccezionale e aiuta a risolvere i problemi dentali che possono includere le gengive malate e denti cariati. Valido rimedio contro afte e stomatiti. Praticare con mezzo bicchiere di vino bianco o di acqua tiepida in cui avremo diluito 2 gocce di olio essenziale di salvia sclarea e 2 di limone.

Buona stimolatore del desiderio sessuale

Con l’applicazione della quantità prescritta, l’olio di salvia sclarea è in grado di suscitare desiderio sessuale e il desiderio. Funziona anche come terapia a base di erbe nel trattamento della frigidità, perdita di appetito sessuale e impotenza inaspettato. Questo attributo si applica a entrambi i sessi.

Sesamo e il calcio.

SESAMO, NON SOLO UNA MINIERA DI CALCIO
semi-sesamo calcio
Ottimo per la prevenzione dell’osteoporosi. Ma i semi di sesamo hanno anche altre importanti qualità nutrizionali. Come possiamo approfittarne?

Un alimento davvero singolare. E’ il più ricco di calcio insieme ai semi di Chia, ma costa di meno. Una piccola tazza di semi di sesamo copre il fabbisogno giornaliero di calcio, essenziale per mantenere le ossa in buona salute.

Il sesamo appartiene alla famiglia delle Pedaliacee, ed è originario dell’Asia e dell’Africa. Si coltiva soprattutto in India, ma anche Cina,  Sudan, Uganda, Egitto, Messico, Giappone, Persia, Siria, Turchia, Grecia. I frutti hanno forma di capsule, lunghe 2 cm, divise in quattro logge  in cui si trovano i piccoli semi.

Varietà
In base al colore dei semi si distinguono:
Sesami bianchi, usati soprattutto nella cucina cinese, giapponese e coreana.
Sesami neri: contengono più oli e hanno un sapore più deciso rispetto ai sesami bianchi. Come in molte ricette di curry, si usano nella cucina asiatica per piatti di riso e spaghetti.

Componenti principali
I semi oleaginosi di sesamo contengono all’incirca il 50% di oli, in gran parte grassi insaturi di tipo omega 3 e omega 6. I semi di sesamo sono ricchi anche di vitamina E, D e vitamine del gruppo B, calcio, fosforo, ferro, zinco, selenio.

Effetti curativi
I semi di sesamo aiutano il sistema immunitario e sono efficaci nella prevenzione dell’osteoporosi; sono un ottimo rimedio naturale per i dolori mestruali come il pepe rosa, nausea, vomito.
I grassi insaturi del tipo omega 3 e omega 6 prevengono l’insorgenza di malattie cardiocircolatorie.
I semi e l’olio di sesamo aiutano la crescita dei bambini, ma vanno somministrati non prima del secondo anno di vita. Il sesamo infatti è un prodotto potenzialmente allergenico, per cui deve essere utilizzato con cautela nelle persone più sensibili.pasta e sesamo

Meno note sono altri punti di forza del sesamo.
– Contiene due sostanze uniche: sesamina e sesamolina. Due lignani che abbassano la colesterolemia e proteggono il fegato dai danni ossidativi (dovuti per esempio a una cattiva alimentazione).
– Hanno un contenuto molto elevato in fitosteroli, anche loro segnalati come potenti sostanze che abbattono i livelli di colesterolo nel sangue. Ricordiamo che i fitosteroli vengono aggiunti ad alcuni “burri” proprio per sparare in etichetta l’effetto anti-colesterolo.
– Benefici per il cuore e i vasi sanguigni: il sesamo è ricchissimo di grassi omega-3.
– Sono molto ricchi di minerali ma soprattutto di rame, magnesio e manganese. Il rame è conosciuto per il suo impiego in alcune malattie reumatiche per il suo effetto antinfiammatorio e antidolorifico, aiuta a combattere l’infezione dal stafilococco aureo.. Il magnesio, com’è noto, è importante per il buon funzionamento del sistema cardiovascolare e respiratorio e aiuta a ristabilire un sonno di buona qualità.
– Infine, è anche un’ottima fonte di triptofano, che aiuta a combattere la fame nervosa e compulsiva.

Non sono molte le ricette che prevedono il sesamo come ingrediente principale. Come possiamo allora assumerlo regolarmente e in buone quantità?
I semi di sesamo si possono mettere nella pasta per preparare torte e pane, oppure usarli come impanatura. Io lo uso anche nella parmigiana. Ma il modo migliore per consumarli è quello di metterli nell’insalata, nelle zuppe o sulle verdure cotte (provate sui broccoli con un po’ di limone): si consiglia di non tostarli o scaldarli per mantenere inalterato il loro potere nutritivo. Meglio frantumarli, poco prima del consumo.

Spazio comunque alla fantasia: si possono per esempio far saltare in padella le verdure con semi di sesamo, salsa di soia, zenzero e aglio.

Con i semi si può anche preparare il “Gomasio”, per insaporire i nostri piatti. Si mescolano i semi leggermente tostati e frantumati a sale marino (rapporto di circa 10:1). Dopo un passaggio in forno il composto si frantuma ed è pronto.

Per quanto riguarda il Tahin, la pasta o burro di sesamo, il contenuto dei nutrienti varia a secondo del metodo produttivo. Esistono diversi tipi di Tahin, ricavati da semi più o meno decorticati o integrali. Se i semi vengono decorticati si riduce drasticamente il contenuto di calcio. Ricordiamo infine che in alcuni paesi del Medio Oriente sono molto popolari i dolcetti a base di Tahin, denominati Halva.

 

Preparazione delle erbe medicinale.

Modalità di preparazione – TISANE

tisana tiglio

 Tisane, infuso e decotto: Le erbe medicinale fresche vanno sminuzzate e messe nei quantitativi prescritti in un bricco di vetro o in un altro recipiente non metallico. Poi, in un altro recipiente, si porta l’acqua all’ebollizione e la si versa sulle erbe preparate, li tutto si lascia riposare brevemente (basta mezzo minuto)! La tisana deve essere di colore chiarissimo: o giallo chiaro o verde chiaro. Invece le erbe essiccate si lasciano riposare ivi po’ più a lungo (da 1 a 2 minuti). Una tisana così preparata è molto più sana e si presenta anche meglio.
Le radici vanno immerse in acqua fredda che si porta all’ebollizione. A questo punto si toglie il recipiente dal fuoco e si lascia riposare per circa tre minuti.
Riversa il quantitativo giornaliero di tisana in un termo e lo si beve a piccoli sorsi secondo le indicazioni nel corso della giornata. In linea generale si mette un cucchiaino da dessert colmo di erbe su un quarto di litro d’acqua (= 1 tazza), altrimenti secondo le indicazioni per le singole piante.
Macerazione: Alcune erbe (ad esempio la Malva vulgaris, il Vischio e il Calamo aromatico) non sopportano l’ebollizione poiché per l’effetto del calore perderebbero il loro potere curativo. La tisana di queste erbe si ottiene mediante la macerazione. Il quantitativo consigliato per le singole piante va lasciato macerare nell’acqua fredda per 8 – 12 ore (di solito durante la notte), poi va riscaldato leggermente (temperatura potabile) ed il quantitativo per una dose giornaliera va conservato in termo preventivamente sciacquato con acqua calda. Un miscuglio fra macerazione e infuso è però considerato la migliore utilizzazione delle erbe medicinali: durante la notte si mettono a macerare le erbe, nella metà del quantitativo d’acqua indicato, per passarle poi al setaccio il mattino successivo. Le erbe rimaste nel setaccio si immergono di nuovo nell’altra metà del quantitativo d’acqua indicato, si porta ad ebollizione e si filtra nuovamente. Si mescolano quindi le due tisane, quella ottenuta per macerazione con quella per infuso. Con questa preparazione si ottengono quelle sostanze attive che sono solubili sia in acqua fredda che in acqua calda.
TINTURA (ESSENZA)
Anche le tinture si ottengono per macerazione in un distillato di frutta o di grano a 38 – 40°. Si riempie di erbe, in modo sciolto e fino al collo una bottiglia o altro recipiente e si versa sopra il distillato di frutta
di grano. Si conserva il tutto ben chiuso in luogo caldo (circa 20° C) per 15 gg. o anche più a lungo, scuotendolo ogni tanto, indi si procede alla filtrazione e quindi alla spremitura del residuo. Le tinture si prendono per uso interno a gocce con del tè e per uso esterno negli impacchi o nelle lozioni e frizioni,
SUCCO FRESCO
succhi freschi di erbe si possono ingerire a gocce oppure si possono utilizzare per spennellature su parti malate del corpo per mezzo di batuffoli di cotone. Questi succhi si ottengono mediante una centri¬fuga elettrica per uso domestico che sminuzza e spreme contemporaneamente le erbe. È opportuno preparare questi succhi giornalmente con erbe fresche. Ma possono essere conservati per alcuni mesi in bottigliette tenute nel frigorifero.
POLTIGLIE
Col matterello si schiacciano sul tagliere steli e foglie onde ottenere una poltiglia. Spalmata su di un panno la si applica sulla zona malata del corpo fasciandola indi con un telo e mantenendola calda. Quest’impacco di poltiglia può rimanere sulla parte per tutta la notte.
CATAPLASMI CON ERBE COTTE AL VAPORE
Su una pentola piena d’acqua in ebollizione si poggia un setaccio contenente erbe fresche o essiccate e si copre il tutto con un coperchio. Dopo un po’ di tempo queste erbe ammollite e calde, stese su di una garza, vanno applicate sulla parte malata. Quest’impiastro deve essere coperto con un panno di lana e lasciato. Non deve nascere una sensazione di freddo. Molto efficaci sono i cataplasmi al vapore ottenuti con Coda cavallina. I cataplasmi al vapore si lasciano agire per due ore o per tutta una notte.cataplasme erbe

PREPARAZIONE DI POMATE E OLI
Tritare quattro manciate di erbe. Riscaldare 500 g di strutto di maiale  come per friggere delle cotolette. Versare le erbe nell’olio bollente e girare lasciando friggere brevemente; girare ancora, togliere la padella dalla fiamma, coprirla e lasciare raffreddare il tutto durante la notte. Il giorno seguente riscaldarlo leggermente, filtrarlo attraverso un panno e travasare la pomata ancora calda in vasetti di vetro o di porcellana precedentemente preparati.
La preparazione degli oli si svolge nel modo seguente: riempire, senza comprimerli, una bottiglia fino al collo con fiori o erbe e versarvi sopra dell’olio extravergine d’oliva, che ha la scadenza almeno fra due anni, in modo che le erbe siano coperte di due dita d’olio. Lasciare la bottiglia per 15 giorni al sole,( agitandola ogni giorno) o in vicinanza di une fonte di calore.
BAGNI DI ERBE
Bagno completo: Le erbe indicate vanno immerse in acqua fredda e lasciate riposare per una notte. Per un bagno occorre un secchio (6-8 litri) di erbe fresche oppure 200 g di erbe essiccate. Questo materiale così macerato va riscaldato il giorno successivo e quindi filtrato: l’estratto va aggiunto all’ acqua del bagno. Venti minuti di immersione nel bagno. Il cuore deve rimanere fuori dall’acqua. Dopo il bagno, invece di asciugarvi, dovete avvolgervi in una spugna da bagno o in un accappatoio e sudare per un’ora a letto.
Semicupio: Per un semicupio occorre soltanto metà secchio di erbe fresche o 100 g di quelle secche per poi procedere come per il bagno completo. L’acqua nella quale vi immergete deve coprire i reni. Osservate le avvertenze riguardanti le singole erbe.
Nuovamente riscaldata può essere riutilizzata altre due volte sia l’acqua del bagno che quella del semicupio.

 

Erbe medicinali.

infusi, decotti erbe medicinali

E adesso è arrivato il momento che nonna Adi , vi consiglia come usare le erbe medicinale, iniziando dalla corretta raccolta, conservazione e preparazione :

RACCOLTA

Premessa per la raccolta è la conoscenza delle erbe medicinali. Se la possediamo occorrerà soltanto raccoglierle all’epoca giusta, nel luogo giusto e nel modo giusto. La natura a creato almeno 2 specie per un tipo di erba, nel senso d’assomiglianza. Una si usa per curare e altra per avvelenare. E’ una sottile differenza fra di loro, per questo motivo è molto importante conoscere bene quello che si raccoglie!

L’esperienza ha dimostrato che i migliori risultati di guarigione si sono ottenuti con erbe raccolte di fresco, nei orari del migliore soleggiamento, fra le dieci di mattina e quattordici di pomeriggio, quando effetti curativi sono al massimo! E’ assolutamente necessario, per ottenere un successo nelle malattie gravi. Le erbe fresche si possono raccogliere personalmente dall’inizio della primavera, a volte sin dal mese di febbraio, fino al mese di novembre. Alcune si trovano persino d’inverno sotto la coltre nevosa, sempre che uno ne ricordi la loro dimora (ad esempio la Celidonia).

Per l’inverno si prepara una riserva non troppo grande di erbe essiccate, se non si desidera anche regalare ai amici. Occorre coglierle nel momento del loro maggiore contenuto in sostanze attive. Ciò avviene per le PARTI FLOREALI all’inizio della fioritura, per le FOGLIE prima e durante la fioritura.

Le RADICI si scavano all’inizio della primavera o in autunno.

I FRUTTI si raccolgono all’epoca della maturazione.

Al riguardo si tengano presenti le seguenti avvertenze: si colgano esclusivamente piante sane, pulite e prive d’insetti! Coglierle in condizioni asciutte nelle giornate di sole quando la rugiada ne è già evaporata.

Per la raccolta occorre evitare i campi ed i prati concimati chimicamente, le sponde di acque sudice ed inquinate, i terrapieni delle ferrovie o la vicinanza di strade trafficate, autostrade e di impianti industriali, presenza di cani o gatti. Abbiate riguardo per la natura! (Non strappate le piante con tutte le radici, non causate danni!) Alcune piante sono sotto protezione. Esiste un numero sufficiente di altre piante medicinali con le stesse sostanze attive che non sono protette (ad esempio la Primula auricola).

Mentre le cogliete, non schiacciatene i fiori e le foglie e non mettetele in buste di plastica! Altrimenti le erbe comincerebbero a sudare e una volta essiccate annerirebbero.

ESSICCAMENTOessicamento

Le erbe prima dell’essiccamento non vanno lavate ma soltanto tagliuzzate finemente. Il materiale così preparato va distribuito in modo sciolto su un panno, una vecchia tovaglia di cottone per la cucina, o su carta non stampata per asciugare il più rapidamente possibile in un luogo abbastanza caldo ed arieggiato (soffitta), con una temperatura costante. Quando si tratta di radici, cortecce o parti di piante molto succose è spesso indicato un essiccamento con calore artificiale. In tal caso però la temperatura non dovrà mai oltrepassare i 35° C. Le radici accuratamente lavate, prima dell’essiccamento vanno preferibilmente sminuzzate; allo stesso modo il Vischio e l’Epilobio.

Si possono conservare per l’inverno soltanto le erbe completamente secche. Per la loro conservazione sono indicati soprattutto dei recipienti di vetro. Si evitino recipienti di plastica o di latta! È opportuno proteggere le erbe dalla luce (si utilizzino vetri colorati, preferibilmente verdi).

Fate la vostra provvista per un solo inverno! Col passar del tempo le erbe perdono le loro proprietà curative. Ogni anno ci dona la sua nuova ricchezza di erbe. Solo sotto vuoto si possono conservare per 5 anni.

Preparare il kefir!

Kefir grani

Preparare il Kefir a casa è semplicissimo e richiede meno di 5 minuti. Per iniziare ecco l’elenco degli ingredienti e degli utensili (niente di complicato) di cui abbiamo bisogno: grani di Kefir 

latte fresco pastorizzato o UHT

1 barattolo di vetro (pulito e asciugato)

un coperchio per il barattolo

un colino di plastica

un cucchiaio di legno (o plastica)

1 – Metti i grani di kefir in un barattolo di vetro, pulito e asciugato, e aggiungei la giusta proporzione di latte. Per ogni cucchiaio pieno di grani di Kefir vanno usati circa 250 ml di latte.
Queste proporzioni però sono indicative perché in base alle vostre esigenze e gusti personali potete variarle a piacere e col tempo imparerete come fare da soli.
Il latte può essere pastorizzato fresco o UHT (meglio NON usare il latte “crudo” se non preventivamente bollito). Può essere intero, parzialmente scremato o scremato (non cambierà il gusto del vostro Kefir, ma saranno diverse le calorie apportate). Può essere vaccino, di capra o di asina, di soia o di riso purché non vi siano additivi aggiunti, vitamine, fibre, pro biotici o altro che potrebbero uccidere i fermenti in poco tempo. Date una leggera mescolata con il cucchiaio di plastica.
2 – Il Kefir deve “respirare”, quindi se usi un coperchio non chiudere ermeticamente il barattolo, ma poggialo solo sopra, oppure copri l’apertura con un tovagliolo di carta o un pezzo di stoffa pulito e fermato con un elastico.
3 – Metti il barattolo in un luogo tranquillo, preferibilmente al buio, e a temperatura ambiente. Nelle prossime 24 ore i grani di Kefir lentamente fermenteranno latte e lo separeranno dal siero. Consiglio di mescolare delicatamente il Kefir ogni 12 ore altrimenti i grani, galleggiando in superficie, non lavoreranno bene.
4 – Trascorse 24 ore (o più, dipende della cremosità che desideri e dal sapore, ma comunque non oltre le 78 ore altrimenti diventa troppo acidoè l’ora di raccogliere i grani di Kefir, che può avvenire in 2 modi diversi, a seconda se lo preferisci dal sapore più o meno acido.
a(Sapore più acido) – Mescola leggermente il Kefir coagulato con il cucchiaio di plastica, in modo da amalgamare il latte con il suo siero. Poi, versa il tutto in un colino, posto su un barattolo pulito, nel quale conserverai il Kefir ottenuto, e filtralo delicatamente aiutandoti con il cucchiaio di plastica. Mi raccomando non schiacciare eccessivamente i grani. In questo caso avrai un Kefir più liquido da bere.
b(Sapore meno acido) – Prepara 2 ciotole sufficientemente larghe. Poggia il colino con la parte concava sull’apertura del barattolo. Con un movimento veloce capovolgi il barattolo (il colino che deve rimanere ben saldo al barattolo) in una ciotola e lascia scolare un po’. In questa fase stai separando il siero dal latte, che è l’elemento che da maggiore acidità al Kefir. Quando questa parte liquida sarà scolata spostati sull’altra ciotola e filtra il kefir dal colino aiutandoti con il cucchiaio. Il siero, se piace, può essere bevuto, altrimenti buttato. In questo caso avrai un Kefir più denso da gustare al cucchiaio.
5 – Il Kefir filtrato adesso è pronto. Può essere consumato in purezza oppure con l’aggiunta di miele, frutta fresca, frutta sciroppata, cereali, caffè, cioccolato liquido o in scaglie e qualsiasi altro modo ti suggeriscano i tuoi gusti e la tua fantasia. E’ possibile tenerlo in frigo per per più di una settimana, non di più, perché col passare dei giorni il Kefir continua, anche se lentamente, il suo processo di fermentazione, quindi risulterà un po’ più acido. Consiglio comunque di tenerlo in frigo qualche ora prima di mangiarlo, perché fresco è più buono!!
6 – A questo punto ti ritrovi con la tua bella produzione di ricco e goloso Kefir da gustare e i grani nel colino. Metti i grani in un barattolo pulito e asciutto, aggiungi la giusta dose di latte e il ciclo continua
I grani di Kefir non hanno scadenza, quindi durano all’infinito. Ogni giorno poi i grani aumentano, e potrai congelarli o disidratarli per averne sempre una scorta, oppure si possono mangiare. I grani infatti sono ricchissimi di fermenti lattici vivi e vitali.

Kefir

Se il periodo è più lungo allora è meglio congelarli: metti un cucchiaino di latte in un contenitore con coperchio adatto alle basse temperature, mettici dentro un cucchiaio abbondante di grani, un bicchiere e mezzo di latte fresco e metti in freezer per qualche ora senza coperchio in posizione piana. Non appena è congelato tappa il contenitore per bene, scrivi sul contenitore la data di congelamento e riponi nel freezer definitivamente.
Con questo metodo resteranno vitali fino a 6 mesi.
Quando vorrai ricominciare la tua produzione di Kefir, scongela i grani a temperatura ambiente (NON nel forno a microonde, o a bagnomaria nell’acqua calda!), filtra il latte (che non può essere consumato, quindi va scartato) e con i grani riprendi la procedura dall’inizio. In questo caso però scarta anche le prime 4 produzioni o comunque fino a che il Kefir prodotto non è bello denso e cremoso. Il Kefir infatti ha bisogno di tempo per ripartire alla grande!!

Per diverse ricette con il kefir, vi raccomando: http://www.ilmiokefir.altervista.org/faq_consigli.html