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Digestione e assorbimento dei grassi.

Digestione e assorbimento dei grassi.

Il lipidi alimentari, i grassi, necessitano di un processo di digestione costituito da due fasi: una di natura fisica e l’altra di natura chimica.

digestione-lipidi

I fattori fisici si rendono necessari in quanto i grassi sono insolubili in acqua e quindi non si possono sciogliere nel succo intestinale per essere attaccati dagli enzimi.

I lipidi vengono ridotti a particelle di dimensioni comprese tra 0.5 e 1 micrometro (1/1000 di millimetro) grazie alle proprietà tensioattivi dei sali biliari prodotti dal fegato, che formano una emulsione con i lipidi alimentari.

digestione

A questo punto i lipidi possono essere attaccati dai tre enzimi pancreatici, che realizzano l’idrolisi, la fase chimica della digestione.

L’enzima più importante è la lipasi pancreatica, che scinde i trigliceridi in monogliceridi e acidi grassi liberiA questo punto gli acidi grassi a catena lunga (con più di 12 atomi di carbonio) possono essere assorbiti per semplice diffusione, trasformati nuovamente in trigliceridi e portati ai tessuti per mezzo delle lipoproteine. Prima di essere ceduti ai tessuti, vengono nuovamente scissi in acidi grassi liberi da un enzima (la lipasi lipoproteica) presente negli endoteli dei capillari. Gli acidi grassi liberi vengono quindi utilizzati per produrre energia.

Tutte queste trasformazioni da trigliceridi a acidi grassi liberi si rendono necessarie a causa del fatto che i grassi sono insolubili in acqua (e quindi nel sangue), e hanno quindi bisogno di un “mezzo di trasporto”, costituito da molecole proteiche come le lipoproteine.

Gli acidi grassi liberi a catena corta e media, invece, vengono direttamente trasportati al fegato per mezzo delle albumine e quindi la loro digestione risulta molto più veloce, comparabile a quella dei carboidrati.

Fonte:  http://www.cibo360.it/alimentazione/chimica/macronutrienti/lipidi/digestione.htm

Corretta alimentazione: la chiave sta nella cena

Corretta alimentazione: la chiave sta nella cena

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Leggiamo continuamente qualsiasi tipo di consigli per tenere sotto controllo il nostro peso senza sofferenze: ridurre le calorie, aumentare le proteine, fare diversi pasti al giorno, non abusare degli idrati di carbonio né degli zuccheri, etc. Tuttavia, c’è un modo per perdere peso in modo progressivo e salutare che ci può sorprendere: controllare la cena. In questo articolo vi spieghiamo come e perché è possibile dimagrire giorno dopo giorno se si cena in modo adeguato. Continua la lettura di Corretta alimentazione: la chiave sta nella cena

Preparare il kefir!

Kefir grani

Preparare il Kefir a casa è semplicissimo e richiede meno di 5 minuti. Per iniziare ecco l’elenco degli ingredienti e degli utensili (niente di complicato) di cui abbiamo bisogno: grani di Kefir 

latte fresco pastorizzato o UHT

1 barattolo di vetro (pulito e asciugato)

un coperchio per il barattolo

un colino di plastica

un cucchiaio di legno (o plastica)

1 – Metti i grani di kefir in un barattolo di vetro, pulito e asciugato, e aggiungei la giusta proporzione di latte. Per ogni cucchiaio pieno di grani di Kefir vanno usati circa 250 ml di latte.
Queste proporzioni però sono indicative perché in base alle vostre esigenze e gusti personali potete variarle a piacere e col tempo imparerete come fare da soli.
Il latte può essere pastorizzato fresco o UHT (meglio NON usare il latte “crudo” se non preventivamente bollito). Può essere intero, parzialmente scremato o scremato (non cambierà il gusto del vostro Kefir, ma saranno diverse le calorie apportate). Può essere vaccino, di capra o di asina, di soia o di riso purché non vi siano additivi aggiunti, vitamine, fibre, pro biotici o altro che potrebbero uccidere i fermenti in poco tempo. Date una leggera mescolata con il cucchiaio di plastica.
2 – Il Kefir deve “respirare”, quindi se usi un coperchio non chiudere ermeticamente il barattolo, ma poggialo solo sopra, oppure copri l’apertura con un tovagliolo di carta o un pezzo di stoffa pulito e fermato con un elastico.
3 – Metti il barattolo in un luogo tranquillo, preferibilmente al buio, e a temperatura ambiente. Nelle prossime 24 ore i grani di Kefir lentamente fermenteranno latte e lo separeranno dal siero. Consiglio di mescolare delicatamente il Kefir ogni 12 ore altrimenti i grani, galleggiando in superficie, non lavoreranno bene.
4 – Trascorse 24 ore (o più, dipende della cremosità che desideri e dal sapore, ma comunque non oltre le 78 ore altrimenti diventa troppo acidoè l’ora di raccogliere i grani di Kefir, che può avvenire in 2 modi diversi, a seconda se lo preferisci dal sapore più o meno acido.
a(Sapore più acido) – Mescola leggermente il Kefir coagulato con il cucchiaio di plastica, in modo da amalgamare il latte con il suo siero. Poi, versa il tutto in un colino, posto su un barattolo pulito, nel quale conserverai il Kefir ottenuto, e filtralo delicatamente aiutandoti con il cucchiaio di plastica. Mi raccomando non schiacciare eccessivamente i grani. In questo caso avrai un Kefir più liquido da bere.
b(Sapore meno acido) – Prepara 2 ciotole sufficientemente larghe. Poggia il colino con la parte concava sull’apertura del barattolo. Con un movimento veloce capovolgi il barattolo (il colino che deve rimanere ben saldo al barattolo) in una ciotola e lascia scolare un po’. In questa fase stai separando il siero dal latte, che è l’elemento che da maggiore acidità al Kefir. Quando questa parte liquida sarà scolata spostati sull’altra ciotola e filtra il kefir dal colino aiutandoti con il cucchiaio. Il siero, se piace, può essere bevuto, altrimenti buttato. In questo caso avrai un Kefir più denso da gustare al cucchiaio.
5 – Il Kefir filtrato adesso è pronto. Può essere consumato in purezza oppure con l’aggiunta di miele, frutta fresca, frutta sciroppata, cereali, caffè, cioccolato liquido o in scaglie e qualsiasi altro modo ti suggeriscano i tuoi gusti e la tua fantasia. E’ possibile tenerlo in frigo per per più di una settimana, non di più, perché col passare dei giorni il Kefir continua, anche se lentamente, il suo processo di fermentazione, quindi risulterà un po’ più acido. Consiglio comunque di tenerlo in frigo qualche ora prima di mangiarlo, perché fresco è più buono!!
6 – A questo punto ti ritrovi con la tua bella produzione di ricco e goloso Kefir da gustare e i grani nel colino. Metti i grani in un barattolo pulito e asciutto, aggiungi la giusta dose di latte e il ciclo continua
I grani di Kefir non hanno scadenza, quindi durano all’infinito. Ogni giorno poi i grani aumentano, e potrai congelarli o disidratarli per averne sempre una scorta, oppure si possono mangiare. I grani infatti sono ricchissimi di fermenti lattici vivi e vitali.

Kefir

Se il periodo è più lungo allora è meglio congelarli: metti un cucchiaino di latte in un contenitore con coperchio adatto alle basse temperature, mettici dentro un cucchiaio abbondante di grani, un bicchiere e mezzo di latte fresco e metti in freezer per qualche ora senza coperchio in posizione piana. Non appena è congelato tappa il contenitore per bene, scrivi sul contenitore la data di congelamento e riponi nel freezer definitivamente.
Con questo metodo resteranno vitali fino a 6 mesi.
Quando vorrai ricominciare la tua produzione di Kefir, scongela i grani a temperatura ambiente (NON nel forno a microonde, o a bagnomaria nell’acqua calda!), filtra il latte (che non può essere consumato, quindi va scartato) e con i grani riprendi la procedura dall’inizio. In questo caso però scarta anche le prime 4 produzioni o comunque fino a che il Kefir prodotto non è bello denso e cremoso. Il Kefir infatti ha bisogno di tempo per ripartire alla grande!!

Per diverse ricette con il kefir, vi raccomando: http://www.ilmiokefir.altervista.org/faq_consigli.html

Pro biotico casalingho, kefir.

ciotola kefirDa quando ero piccola mia mamma preparava  pro biotici come Kefir e yogurt, con il latte appena munto..che tempi!

Dopo la pulizia del fegato raccomando ripristinate la flora batterica positiva usando il kefir!
Sia il Kefir che lo Yogurt sono prodotti fermentando il latte…ma contengono differenti fermenti lattici!
Infatti il Kefir contiene fermenti lattici che non si ritrovano nello yogurt.

Anzi, in Italia, per legge si può chiamare yogurt soltanto il latte di vacca fermentato con i batteri Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Termophilus; ciò nonostante in molti prodotti si ritrovano anche altri fermenti. Invece, il Kefir contiene decine di differenti tipi di fermenti lattici che sono in grado di raggiungere tratti di intestino dove i fermenti lattici dello yogurt non arrivano.

Gli enzimi contenuti nello Yogurt permettono di digerirlo facilmente, ma solo quello. Gli enzimi presenti nel Kefir viceversa riescono a colonizzare il colon e favoriscono la digestione di altri alimenti non solo del Kefir.
Il Kefir a differenza dello Yogurt contiene anche lieviti che permettono la distruzione di altri lieviti nocivi nel nostro intestino annidandosi nelle pareti intestinali e creando una specie di effetto barriera.
I grani di caglio del Kefir sono più piccoli di quello dello yogurt e di conseguenza il Kefir è maggiormente digeribile.
Il Kefir sta allo yogurt come lo spumante sta al vino!
La seguente tabella contiene il confronto della flora batterica contenuta nel Kefir con quella contenuta nello yogurt e altri pro biotici.

Anzi, in Italia, per legge si può chiamare yogurt soltanto il latte di vacca fermentato con i batteri Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Termophilus; ciò nonostante in molti prodotti si ritrovano anche altri fermenti. Invece, il Kefir contiene decine di differenti tipi di fermenti lattici che sono in grado di raggiungere tratti di intestino dove i fermenti lattici dello yogurt non arrivano.

Gli enzimi contenuti nello Yogurt permettono di digerirlo facilmente, ma solo quello. Gli enzimi presenti nel Kefir viceversa riescono a colonizzare il colon e favoriscono la digestione di altri alimenti non solo del Kefir.

Il Kefir a differenza dello Yogurt contiene anche lieviti che permettono la distruzione di altri lieviti nocivi nel nostro intestino annidandosi nelle pareti intestinali e creando una specie di effetto barriera.

I grani di caglio del Kefir sono più piccoli di quello dello yogurt e di conseguenza il Kefir è maggiormente digeribile.

Il Kefir sta allo yogurt come lo spumante sta al vino!

La seguente tabella contiene il confronto della flora batterica contenuta nel Kefir con quella contenuta nello yogurt e altri pro biotici.

Lactobacilli (62-69%)

 

Kefir

Yogurt

Activia

Actimel

LC1

ABC Yomo

Bionessere

Pro-activ

Merano Bella Vita

Entero-germina

Lactobacillus acidophilus

Lactobacilli brevis

Lactobacilli casei

Lactobacilli casei subsp. rhamnosus

Lactobacilli casei subsp. pseudo-plantarum

Lactobacilli paracasei subsp. paracasei

Lactobacilli cellobiosus

Lactobacilli delbrueckii subsp. bulgaricus

Lactobacilli delbrueckii subsp. Lactis

Lactobacilli fructivorans

Lactobacilli helveticus subsp. lactis

Lactobacilli hilgardii

Lactobacilli kefiri

Lactobacilli kefiranofaciens

Lactobacilli kefirgranum

Lactobacilli parakefir

Lactobacilli lactis

Lactobacilli plantarum

Lactococci lactis subsp. lactis

Lactococci lactis var. diacetylactis

Lactococci lactis subsp. cremoris

Streptococci salivarius subsp. thermophilus

Streptococci lactis

Leuconostoc cremoris

Lieviti

Acetobacter aceti

Acetobacter rasens

Sia il Kefir che lo Yogurt sono prodotti fermentando il latte…ma contengono differenti fermenti lattici!
Infatti il Kefir contiene fermenti lattici che non si ritrovano nello yougurt.

Differenti specie di fermenti sono stati ritrovati nei granuli di kefir. Fondamentalmente si possono suddividere in quattro categorie: Lattobacilli, Lattococchi-Streptococchi, Acetobatteri e lieviti.

I batteri e lieviti hanno una relazione simbiotica, in pratica traggono beneficio reciproco dalla trasformazione delle sostanze contenute nel latte.

A causa della presenza di batteri nel kefir è possibile ritrovare anche batteriocina, una sostanza di tipo antibiotico prodotta da alcuni batteri; attiva contro ceppi della stessa specie o di specie affini.

Il kefir prodotto in casa può contenere una differente composizione di fermenti. Infatti, i vari ceppi possono essere o meno presenti a seconda dell’origine dei granuli.

Il kefir può contenere i seguenti fermenti lattici:

Lactococchi e Streptococchi (11-12%)

  • Lactococci lactis subsp. lactis
  • Lactococci lactis var. diacetylactis
  • Lactococci lactis subsp. cremoris
  • Lactococci mesenteroide
  • Streptococci salivarius subsp. thermophilus
  • Streptococci lactis
  • Enterococcus durans
  • Leuconostoc cremoris
  • Leuconostoc mesenteroides
  • Candida kefir
  • Candida pseudotropicalis
  • Candida rancens
  • Candida tenuis
  • Debaryomyces hansenii
  • Kluyveromyces lactis
  • Kluyveromyces marxianus var. marxianus
  • Kluyveromyces bulgaricus
  • Kluyveromyces fragilis/marxianus
  • Saccharomyces subsp. torulopsis holmii
  • Saccharomyces carlsbergensis
  • Saccharomyces unisporus
  • Zygosaccharomyces rouxii
  • Acetobacter aceti
  • Acetobacter rasens

Lieviti (16-20%)

Acetobatteri

I vari fermenti iniziano a lavorare in tempi differenti. Infatti i primi ad agire sono i Lattococchi, poi a seguire nell’ordine i lattobacilli, i leuconostocchi e i lieviti. Solo per ultimi intervengono gli acetobatteri (in effetti se troppo fermentato il Kefir tende ad avere troppo acido acetico). Il prodotto finito tipicamente contiene:

  • Lattococchi: 1.000.000.000 cfu/ml
  • Leuconostocchi: 100.000.000 cfu/ml
  • Lattobacilli: 5.000.000 cfu/ml
  • Acetobatteri: 100.000 cfu/ml
  • Lieviti: 1.000.000 cfu/ml

Il Lactobacillus acidophilus è il più importante batterio “amico” dell’intestino tenue e svolge, importanti azioni nutrizionali, preventive e antibiotiche utili non solo all’intestino, ma a tutto l’organismo.

Vediamo in dettaglio tutte le sue proprietà.

1  Produzione di enzimi – come la proteasi che aiuta le digestione delle proteine e la lipasi che aiuta quella dei grassi.
2  Produzione di vitamine del gruppo B che fungono da biocatalizzatori nelle digestione degli alimenti, particolarmente acido folico e B12.
3  Migliora la digestione nell’alimentazione animale.
4  Produce sostanze antibiotiche naturali – come l’acidofilina.
5  Inibisce la crescita di 23 specie di organismi producenti tossine.
6  Possiede elevate proprietà antitumorali.
7  Contribuisce a diminuire l’intolleranza al lattosio causata dalla carenza dell’enzima lattasi, producendo esso stesso significative quantità dell’enzima e quindi aiutando a digerire in modo più completo il lattosio e così riducendo la possibilità di alito cattivo, gonfiori, meteorismo, crampi e disturbi gastrici.
8  Riduce gli episodi di diarrea e le infezioni urinarie e vaginali.
9  Migliora il metabolismo del calcio ed ha un effetto sia preventivo che curativo sull’osteoporosi.
10 Riduce i livelli di colesterolo.
11 Migliorando l’equilibrio microbico gastrointestinale, contribuisce ad alleviare le dermatiti ed altri problemi della pelle.

 Lactobacillus brevis è una specie di batterio appartenente alla famiglia delle Lactobacillaceae.

Lactobacillaceae è una famiglia di batteri gram-positivi appartenenti all’ordine delle Lactobacillales.

Sono batteri anaerobi che per anaerobiosi inducono la fermentazione del glucosio, trasformandolo in acido lattico.

Questi batteri non possiedono catalasi, di conseguenza utilizzano una perossidasi per svolgere la normale azione di detossificazione cellulare nei confronti dell’acqua ossigenata prodotta al loro interno.

Si incontrano regolarmente nella mucosa intestinale degli esseri umani e degli animali, negli alimenti e nei derivati caseari e nei succhi di frutta fermentati