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La vitamina C, acido ascorbico.

La vitamina C, acido ascorbico .

La vitamina C, acido ascorbico

 

La vitamina C

Come è stata scoperta la vitamina C?

Nel 1912, il biochimico polacco Casimir Funk sviluppò il concetto di vitamine. Tra il 1928 e il 1933, due team indipendenti, costituiti dal ricercatore ungherese Albert Szent György e dal ricercatore americano Joseph L. Sviberly. Da un lato, dei ricercatori americani Charles Glen King e WA Waugh, dall’altro, hanno isolato la vitamina C (acido ascorbico). La natura antiscorbutica del composto viene formalmente riconosciuta nel 1937. Il ricercatore Albert Szent György riceve il premio Nobel per la medicina, per questa scoperta.

Quali sono gli effetti della vitamina C sul nostro corpo

La differenza degli animali, il corpo umano non può sintetizzare la vitamina C, acido ascorbico, da solo, motivo per cui si devono prendere dai integratori. La vitamina C ha molti effetti positivi, anche sulla rigenerazione della pelle. Questo aiuta ad aumentare e rigenerare i tessuti in tutto il corpo, aiutando il corpo a produrre più collagene. Il collagene è una proteina essenziale per la rigenerazione della pelle, il mantenimento di articolazioni, tendini, legamenti, cartilagine e vasi sanguigni.

La vitamina C, acido ascorbico

è anche un potente antiossidante, che impedisce l’azione dei radicali liberi (composti derivanti dai processi di ossidazione, ma anche a seguito del contatto con agenti inquinanti o agenti) sul corpo. L’accumulo di radicali liberi nel corpo è pericoloso nel tempo, in quanto è uno dei fattori che contribuiscono all’invecchiamento, ma anche al verificarsi di malattie cardiovascolari, artrite e cancro.

Abbiamo anche bisogno di vitamina C per sintetizzare i più importanti neurormoni:

Noradrenalina, adrenalina, dopamina, prodotti nel sistema nervoso o nelle ghiandole surrenali. Alcuni squilibri ormonali possono anche indicare una carenza di vitamina C, acido ascorbico, poiché stimola e protegge la ghiandola pituitaria, che secerne gli ormoni responsabili della sessualità, della crescita psichica e della funzione tiroidea.
La vitamina C si trova in alte concentrazioni nel cervello, nei leucociti, negli occhi, nelle ghiandole surrenali, nel fegato, nella tiroide, nella mucosa dell’intestino tenue o nella milza. Hanno concentrazioni di vitamina C da 10 a 50 volte superiori a quelle nel plasma, nei globuli rossi o nella saliva. Pertanto, quando si verifica una carenza di vitamina C, questi sono i primi organi colpiti.

 

Iperico, erba di San Giovanni

IPERICO – ERBA DI SAN GIOVANNI

Quest’erba, iperico, in latino Hypericum Perforatum, fiorisce lungo i cigli dai campi, boschi e viottoli, sulle collina e nei prati, da luglio fino a settembre.  Reca i nomi popolari di Pilatro, Mille buchi, Perforata, Pirico o Piriconi. Queste denominazioni popolaresche dimostrano la sua importanza come pianta medicinale.

L’iperico raggiunge un’altezza di 25 – 60 cm, è molta ramificata a fiorisce in grandi infiorescenza cimose giallo-oro. Per riconoscerla con sicurezza, se ne schiacci un fiore completamente aperto; ne sgorgherà un succo rosso. Per la preparazione della tisana e dei bagni va utilizzata l’intera pianta in fiore, mentre per l’olio di San Giovanni ci si serve solo dei fiori. pianta si raccoglie fra le ore 10 e 14, nei giorni con sole. Le antiche credenze popolari collegavano il succo balsamica rosso- sangue dai fiori con il sangue e le ferite del nostro Signore Gesù Cristo.

 L’olio di San Giovanni effettivamente è l’olio migliore.

Per le ferite dato l’effetto analgesico, anti-infiammatorio e cicatrizzante.

Una leggenda di quest’erbetta (che si vanta di nomi popolari così maestosi) racconti: “Allorché il discepolo preferito del Signore era rimasto mortalmente rattristato ai piedi della croce, raccolse le pianticelle bagnate dai sangue sacro per farne dono ai fedeli in memoria della morte del nostro Salva­tore

Il succo rosso dà la misteriosa impressione di una goccia di sangue del Salvatore nascosta nell’umore rosso dei fiori giallo oro.

Nei giorno di San Giovanni, simbolo di sacri poteri di luce e colori. l’Iperico in fiore (l’Erba San Giovanni) brilla con superbe splendore. In tempi passati le fanciulla ne intrecciavano corona, e chi ballava intorno al fuoco di San Giovanni, ne doveva portare in capo una ghirlanda chiamata la corona di San Giovanni. Durante questa notte piena di misteri, se ne gettavano ramoscelli anche nell’acqua, e le giovinette vergini indovinavano in base alla rifioritura dei fiori secchi, se si sarebbero sposate nell’anno a venire.

Nell’Alta Austria esisteva un antico costume, secondo il quale l’agricoltore poneva lIperico in mezzo a due fette di pane per offrirlo in pasto alle bestie onde tenere lontana da esse le malattie. Purtroppo quest’usanza ormai è coltivata soltanto presso poche famiglie religiose. Tutto ciò ci dimostra di quanta stima godesse l’Iperico sin dai tempi remoti. L’ingestione della tisana d’iperico è consigliata nelle alterazioni dei nervi a nei disturbi nervosi di ogni tipo, nei traumi a nelle lesioni da sforzo.

Con l’Iperico si combatte la nevralgia del trigemina, bevendone tre tazza di tisana al giorno e frizionando con l’olio (olia di San Giovanni) per un certo periodo le zone dolenti. Aiuta a rigenerarsi i tendini danneggiati .

Fonte: “La salute dalla farmacia del signore” di Maria Treben.

il clistere al caffè secondo dott. Gerson.

Il clistere al caffè secondo dott. Gerson.

Procedura per il clistere al caffè secondo dott. Gerson

Prima di fare il clistere di caffè, e opportuno ripulire il colon con due o tre clisteri tradizionali, dopo di questo passa al clistere di caffè. A differenza dei clisteri di sola acqua, Il liquido dovrebbe essere ritenuto nel colon da 12 a 15 minuti. E’ utile avere un orologio in vista. Il Dr. Gerson ha scoperto che tutta la caffeina viene assorbita entro 12 minuti circa. La caffeina passa attraverso le vene emorroidali direttamente nelle vena portale e quindi nel fegato. Dopo 15 minuti, evacua. Continua la lettura di il clistere al caffè secondo dott. Gerson.

Il nonno guarito e la pulizia del fegato, fatta dai amici

Il nonno guarito e la pulizia del fegato, fatta dai amici

pulizia del fegato Lili
Meta del calcolo rimanente nel fegato

Liliana F. 28 anni, molto bella e con problemi di colesterolo, purtroppo, un anno prima di fare la cura Hulda Clark, ha subito un intervento di cole-cistectomia a 27 anni, perché il calcolo presente nel suo fegato si è spezzato ed immigrato nella cistifellea. Quello che si vede nel immagine

è la parte rimanente dal calcolo rotto, rimasto nel fegato. La parte rimanente emigrata nella cistifellee, è stata eliminata con la cole- cistectomia.. Ha fatto le prime pulizie a due settimana, una dal altra. In seguito ha perso 5 kg. del peso corporeo.

pulizia del fegato1
Colesterolo eliminate nelle prime 2 pulizie del fegato

Poi ha continuato la cura antiparassitaria, di mantenimento, una volta alla settimana, facendo per altre 5 mesi pulizia del fegato, una volta al mese, nei periodi della luna calante. Trascorsi sei mesi ha ripreso la cura completa della dottoressa Hulda Clark: ANTIPARASSITARIA, RENALE, COLON, continuando a pulire il fegato, mensilmente per altre sei mesi. Questa è la soluzione, quando si hanno già problemi di salute croniche. Esempio: emorroidi, tiroide, pressione alta, colesterolo alto, dolori, disfunzioni ormonali, ecc.

Vedi:  https://www.irimedidinonnaadi.com/pulizia-del-fegato/

La sorella di Liliana,  una bellissima ragazza, con problemi d’insonnia, ed altro, faceva una cura antidepressiva, che non gli portava nessuno beneficio. Dopo un esame di bio risonanza quantica, che funziona usando elettromagnetismo delle cellule con l’aiuto di un sensore, che dà indicazioni a livello cellulare su quello che abbiamo o possiamo sviluppare nel tempo, ha fatto solo una volta la pulizia del fegato dopo la cura disintossicante, ed si è sentita meglio, eliminando qualunque altra cura. Lei ha eliminato quello che si vede nel immagine.antiparassitaria Ilaria

Il suo problema, dal aspetto dei calcoli, era la “pigrizia” della cistifellee. Uso dei enzimi digestivi e ripristino dei sali minerali mancanti, hanno eliminato completamente i suoi problemi.

antiparassitaria Ilaria

 

 

 

 

 

 

 

Nonno prima sella cura

Ma la gioia più grande fu il loro nonno!

Un simpaticissimo 86 anni, Paolantoni Igino, operato sei volte alla testa, con trapianto di pelle in seguito, dopo l’eliminazione dei tessuti necrotizzati. Purtroppo ogni volta fatto l’intervento aveva il rigetto della pelle, e doveva andare al ospedale ogni giorno, ad rimuovere la pelle necrotizzata.

Era arrivato a non potere più dormire per i dolori. In un giorno, una persona che per una vita ha fatto tutto che diceva il medico allopata, ha cercato un’altra soluzione nella medicina alternativa, che è molto più vecchia, intorno a sei mille anni.

nonno adesso guarito
Nonno mentre faceva la cura

Cosi con olio d’iperico, il piccolo biter svedese, preparate da me, ha iniziato una cura locale, topica. Prendeva solo il collagene che, mancava. In qualche mese la pelle e i capelli sono cresciuti da soli. Vi faccio vedere delle foto del andamento della sua guarigione. Qui dopo 2 gg. di cura.In conclusione, meglio prevenire che curare!

Vedi consigli di Moritz: https://youtu.be/WiVxlMf2-sc

La ricetta della tintura di noci

La ricetta della tintura di noci 

Usate una boccaccia di vetro o di ceramica più grande che avete (non di acciaio né di alluminio), che contenga preferibilmente 10 litri. Noci  ancora nel guscio, ognuna ancora almeno al 50% verde, in quantità sufficiente per riempire completamente la pentola. Alcol etilico, circa al 50% per coprire tutte le noci. 1/2 cucchiaino di vitamina C. Cellophane o foglio di plastica trasparente.Tintura di noci Continua la lettura di La ricetta della tintura di noci